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Le tignole delle drupacee

Pubblicato : 20/04/2020 16:59:20
Categorie : Drupacee , NEWS

Le tignole delle drupacee : come colpiscono e come difendersi

Se avete un pesco, un albicocco o un susino allora avrete sicuramente imparato a conoscere questi sgraditi ospiti. Ma sapete davvero come agiscono? In gergo le chiamiamo "vermi" ma non sono altro che lepidotteri allo stato larvale che infestano i frutti delle nostre drupacee.

Mentre le farfalle sono del tutto innocue, le larve destano non poca preoccupazione rappresentando una vera e propria minaccia per le colture delle drupacee.

"Cydia molesta" o "Tignola orientale" : attacca preferibilmente le pesche "Anarsia lineatella" o "Tignola del Pesco" : attacca prevalentemente pesche e albicocche ma anche susino "Cydia funebrana": attacca solo susino.

Come agiscono?

Le tignole colpiscono prima i germogli,di cui si nota un drastico disseccamento dell’apice vegetativo, poi passano ai fiori, disseccando anche questi e successivamente arrivano al frutto, attraverso profonde gallerie dal picciolo al nocciolo, dove si insediano per nutrirsi della polpa, favorendo lo sviluppo di muffa e marciumi, rendendolo immangiabile e deprezzando le produzioni.

Gli attacchi avvengono in primavera o ad inizio autunno me è importante sapere che durante l'inverno le uova delle tignole rimangono all'interno delle gemme a frutto e al suo interno possono compiere mediamente tre cicli di vita(uovo-larva-crisalide)

Come combatterle? Difesa biologica e integrata:

La confusione sessuale è l'arma ideale nella lotta biologica alla tignola e non comporta, in condizioni normali e normale pressione di infestazione, nessun intervento chimico .

Occorre posizionare alcune trappole per cattura e monitoraggio, 2-3 per ettaro in particolare nella zona perimetrale, e uno o due (a secondo del tipo) erogatori per piante , erogatori che rilasciano in campo grandi quantità di feromoni sessuale femminile che confonde i maschi inibendo quindi l’accoppiamento e la riproduzione, e quindi la deposizione di uova fertili da parte delle femmine.

Vogliamo ricordare che la loro efficacia va però verificata proprio con l’ausilio delle trappole per cattura e monitoraggio preventivamente istallate, occorrerà un controllo giornaliero e verificare le catture che se inferiori alla soglia critica du due o tre al giorno, non è necessario intervento chimico insetticida.

Nel caso in cui le catture risultino oltre la soglia di allarme occorre intervenire chimicamente con piretro naturale, Asset o Asset Five, ammessi in bio e con bassissimi residui chimici. Per una difesa tradizionale, si ricorrerà agli insetticidi, anche in questo caso conviene valersi delle trappole per monitoraggio al fine di individuare il momento migliore per effettuare il trattamento. Questo metodo consente di ridurre anche drasticamente il numero di interventi con indiscussi vantaggi economici e ambientali. Per non vanificarne l'uso consigliamo di collocare gli erogatori ad inizio allegaggione cosi' da consentirci di individuare le epoche e la durata dei singoli cicli dell’insetto.

La nostra esperienza e conoscenza dei diversi meccanismi d'azione dei prodotti ci porta a distinguere i trattementi sulle drupacee per fasi generazionali della tignola:

  • Inizio del volo: ovvero nella fase di ovodeposione è necessario utilizzare prodotti ovo-larvicidi quali : Chlorantraniliprole (Coragen),

Emamectina , benzoato (Affirm), Spinetoram (Exalt), Thiacloprid (Calypso), Indoxacarb (Steward-no susino).

  • Durante il volo: bisognerà ribattere ,secondo la necessità, con prodotti prevalentente insetticidi: Chlorantraniliprole (Coragen), Emamectina benzoato (Affirm), Spinetoram (Exalt), Thiacloprid (Calypso), Indoxacarb (Steward-no susino).

In questa fase la scelta potrà ricadere anche su prodotti biologici larvicidi molto efficaci quali Spinosad (Laser), Bacillus thuringiensis (Xentari).

Ricordiamo che qualora in fase di pre-raccolta , che per le drupacee abbraccia un lasso di tempo molto vario, fossero effettuti trattamenti per la difesa dalla mosca della frutta con Etofenprox (Trebon- no susino), o piretroidi (vari), questi avranno anche un’azione nel controllo della cydia con azione prevalentemente adulticida. Nella coltivazione bio la lotta contro la mosca mediterrane si dovrà avvalere di tecniche e mezzi diversi.

Abbiamo parlato dunque di difesa integrata, fatta con l'utilizzo di prodotti chimici ma anche biologici, la cui scelta e valutazione andrà fatta secondo le diverse necessità, osservando le piante, conoscendo gli stadi di vita del lepidottero per misurarne i tempi e programmare gli interventi in modo da sfruttarne al massimo l'efficacia e puntare ad una riduzione dei residui dei fitofarmaci, considerando a tal proposito le sempre più stringenti richieste della Gdo, la sensibilità del consumatore e non ultima la sempre maggiore presa di coscienza dell’operatore agricolo che ha a cuore la salute dell’ecosistema.

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