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La gleosporiosi del nocciolo: come riconoscerla e curarla

Categoria : Cronologia , Frutta a guscio

Ultimo aggiornamento: novembre 2025

Articolo redatto dal team tecnico Perfarelalbero.it (agronomi e consulenti che seguono quotidianamente coltivazioni professionali e piante da interno).

 

Come riconoscerla e impostare una difesa davvero efficace

Indice

 

 Gleosporiosi del nocciolo: sintomi, danni e trattamenti completi

Introduzione

Chi coltiva nocciole lo sa bene: basta un’annata piovosa perché il noccioleto cambi volto. Foglie che si macchiano, gemme che non si aprono, rami che restano spogli. E la domanda nasce spontanea: “Come faccio a evitare che la malattia comprometta il raccolto dell’anno successivo?”

Una delle cause più frequenti è la gleosporiosi, una patologia fungina che colpisce gemme, foglie e giovani germogli quando umidità e ristagno d’aria persistono per giorni. È una malattia subdola, spesso sottovalutata, che può indebolire a lungo la pianta e aprire la strada ad altri problemi.

In questa guida ti spiego in modo chiaro come riconoscerla, quali danni provoca e come applicare una strategia tecnica completa formulata dal nostro agronomo, con uno schema riassuntivo pratico ed efficace.

Tutti i prodotti citati sono disponibili su perfarelalbero.it.

 

Cos’è la gleosporiosi del nocciolo

La gleosporiosi è causata dal fungo Piggotia coryli, che prolifera sulle piante quando le superfici fogliari restano bagnate a lungo. Il fungo sverna su rami e foglie infette e riparte in primavera non appena le condizioni diventano favorevoli. Nei noccioleti situati a fondovalle o in zone poco ventilate, la malattia può svilupparsi in forma più aggressiva perché il microclima umido favorisce la diffusione delle spore.

Colpisce soprattutto:

  • Gemme: imbrunimento e mancata apertura
  • Foglie: macchie tondeggianti brune con alone verde chiaro
  • Amenti e germogli: disseccamenti e arresti di crescita

Quando il ciclo del fungo si ripete per più anni, la pianta perde vigore e la produzione si riduce sensibilmente.

Sintomi e danni

La malattia si manifesta in due momenti chiave dell’anno:

1. Primavera – danno alle gemme

È la fase più delicata. Le gemme colpite non si aprono, seccano e spesso cadono. Interi tratti di ramo rimangono privi di vegetazione, compromettendo l’architettura futura della pianta.

2. Fine primavera–estate – macchie sulle foglie

Si formano aree necrotiche bruno-rossastre, rotonde, contornate da un alone verde pallido. Con l’avanzare dell’infezione le macchie possono unirsi, portando a ingiallimenti e caduta anticipata del fogliame.

Nelle annate più favorevoli alla malattia, anche i frutti possono presentare piccole tacche necrotiche e riduzioni di sviluppo.

Il risultato? Un noccioleto debole, meno produttivo e più vulnerabile ad altre patologie.

 

Gestione agronomica e potatura

La difesa comincia sempre dalla potatura. Rimuovere e bruciare rami secchi, porzioni di chioma molto colpite e branche con molte gemme morte significa togliere dal campo una grande parte di inoculo. Gli attrezzi vanno disinfettati regolarmente (soluzioni a base di rame) per non trasferire la infezione fungina da una pianta all’altra. Sui tagli di maggior diametro è utile applicare un mastice per potature come Arbokol Copper Kollant (libera vendita), che protegge le ferite e crea una barriera fisica e chimica contro i patogeni. Chiome ben diradate, luci di penetrazione e una struttura armonica riducono la durata dell’umidità sulle foglie e abbassano la pressione di tutte le malattie fungine e batteriche. Parallelamente, una concimazione equilibrata (organico + minerale) e una gestione attenta dell’acqua permettono al nocciolo di reagire meglio alle avversità e di recuperare più rapidamente.

 

Programma di trattamenti stagionali

Accanto alle pratiche colturali, è utile impostare un programma di trattamenti fitosanitari per il nocciolo che tenga conto dei momenti chiave del ciclo vegetativo.

1. Post raccolta / caduta foglie – Protezione con rame

Alla fine della raccolta, in prossimità della caduta foglie, si consiglia un intervento con Cobre Nordox libera vendita (ossido rameoso) alla dose di 150 g/hl. Il rame è uno dei principali fungicidi rameici usati per contenere batteriosi e malattie fungine delle piante. Questo trattamento “pulisce” la vegetazione residua, limita la sopravvivenza del patogeno e crea una base solida per la stagione successiva.

Pre-fioritura – Inserimento del tricoderma (Remedier)

In pre-fioritura sono consigliati 1–2 interventi con Remedier (patentino necessario) a  100 g/hl, seguiti da un eventuale terzo trattamento dopo Signum. Remedier è un formulato a base di Trichoderma asperellum e Trichoderma gamsii: non agisce come un normale fungicida per piante, ma colonizza il terreno e le radici, sottrae spazio ai patogeni e ne degrada le pareti cellulari. È una scelta strategica per ridurre nel tempo la pressione delle malattie fungine a livello radicale e di colletto.

Ripresa vegetativa – Signum contro necrosi e gleosporiosi

Quando la pianta si risveglia e le gemme iniziano a gonfiarsi, si inserisce il trattamento con Signum (patentino necessario) a 100 g/hl.
Benché sia registrato per la necrosi apicale, l’esperienza ha dimostrato un beneficio anche sulla gleosporiosi.

“Negli anni, trattando il nocciolo in ripresa vegetativa con Signum, abbiamo notato che non solo la necrosi si riduce, ma anche i disseccamenti precoci delle gemme causati dalla gleosporiosi risultano molto più contenuti.”
Vincenzo Lafroscia – Agronomo Perfarelalbero

Dopo questo primo passaggio con Signum, si può prevedere un nuovo intervento con Remedier a 100 g/hl per rafforzare ulteriormente la competizione microbiologica nel suolo, seguito da un secondo trattamento con Signum (100 g/hl) nei casi e nelle aree storicamente più a rischio.

Questa sequenza Signum–Remedier–Signum consente di proteggere le gemme in apertura e, allo stesso tempo, mantenere bassa la pressione del fungo nel terreno.

Mantenimento durante la stagione – Blindax + Kyprion

Nel corso della stagione vegetativa, per sostenere le difese della pianta e ridurre nuove infezioni fungine, si può programmare un ciclo di trattamenti con Blindax-SB (lecitina di soia) e Kyprion (gluconato di rame).

Blindax agisce come vero fungicida naturale per piante, rinforzando le pareti cellulari e ostacolando la germinazione delle spore; Kyprion fornisce rame in forma rapidamente assimilabile, con effetto sia nutrizionale sia di contenimento delle malattie fungine. Insieme rappresentano una linea di difesa “morbida” ma continua, utile per contenere le malattie foglie di origine fungina senza eccedere con i trattamenti più pesanti.

Schema riassuntivo trattamenti

  • Post raccolta / caduta foglie
    Cobre Nordox – 150 g/hl
  • Pre-fioritura (1–2 interventi)
    Remedier – 100 g/hl
  • Ripresa vegetativa (gemme gonfie)
    1° Signum – 100 g/hl
  • Dopo il primo Signum
    Remedier – 100 g/hl
  • Secondo intervento
    2° Kyprion – 100 g/hl
  • Periodo vegetativo (mantenimento)
    Blindax-SB – 80 ml/hl
    Kyprion – 200 ml/hl

 

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Consigli pratici per prevenire le malattie del nocciolo

La miglior arma contro la gleosporiosi resta sempre la prevenzione: raccogliere e distruggere foglie e ramaglie infette, evitare che il legno malato resti a terra, mantenere pulita la fascia sottofila, limitare i ristagni d’acqua sono piccoli gesti che abbassano il livello di inoculo nel tempo. Una potatura regolare, con chiome ariose, riduce le condizioni favorevoli alle malattie fungine del nocciolo e all’insediamento dei funghi delle piante. Anche la nutrizione conta: terreni poveri di sostanza organica o concimazioni sbilanciate creano piante deboli, facile bersaglio per molte malattie delle piante.

  • Asporta sempre foglie e rami infetti, senza lasciarli a terra.
  • Evita irrigazioni aeree o eccessivamente prolungate.
  • Mantieni aperta la chioma tramite potature regolari.
  • Garantisciti una nutrizione equilibrata, evitando squilibri di azoto.
  • Controlla i punti di accumulo dell’umidità nel tuo impianto.

La differenza tra un noccioleto che soffre e uno che resiste sta spesso in questi piccoli accorgimenti.

 

FAQ su gleosporiosi e malattie del nocciolo

Cos’è la gleosporiosi del nocciolo?

È una malattia fungina del nocciolo causata da Piggotia coryli. Colpisce gemme, foglie, amenti e, talvolta, frutti. In primavera provoca disseccamento delle gemme; tra fine primavera ed estate compaiono macchie bruno-rossastre circondate da alone verde pallido sulle foglie, che poi ingialliscono e cadono. In annate molto umide è una delle malattie fungine più importanti del noccioleto.

Quali sono le principali malattie del nocciolo?

Oltre alla gleosporiosi, il nocciolo può essere colpito da necrosi grigia, oidio, marciumi radicali, batteriosi e da diversi parassiti del nocciolo. Tutte queste problematiche rientrano nelle malattie piante tipiche dei noccioleti e richiedono una gestione integrata di potatura, nutrizione, trattamenti fitosanitari mirati e, quando possibile, l’uso di biopreparati come il tricoderma per rafforzare l’equilibrio del sistema.

Come combattere le malattie del nocciolo in modo efficace?

La chiave è un piano completo: eliminazione del materiale infetto, potatura per arieggiare la chioma, interventi con fungicidi rameici in post raccolta (Cobre Nordox), utilizzo di prodotti specifici come Signum in ripresa vegetativa e inserimento del tricoderma (Remedier) in pre-fioritura. Durante l’estate, trattamenti di mantenimento con Blindax-SB e Kyprion aiutano a limitare le infezioni fungine e a proteggere le foglie del nocciolo.

Esistono fungicidi naturali per il nocciolo?

Sì. Prodotti come Blindax-SB, a base di lecitina, rientrano fra i fungicidi naturali per piante e le sostanze di base: agiscono soprattutto in prevenzione, rinforzando i tessuti vegetali e rendendo più difficile l’insediamento dei patogeni. Anche il rame, usato in formulati come Cobre Nordox o in concimi rameici come Kyprion , ha una forte azione antipatogena ed è spesso consentito nei programmi di agricoltura biologica entro i limiti normativi.

Che ruolo ha il tricoderma nella difesa del nocciolo?

Il tricoderma è un fungo “buono” che colonizza il terreno e compete con i patogeni. Remedier, che contiene Trichoderma asperellum e T. gamsii, è utile per ridurre la pressione delle malattie fungine legate al suolo e al colletto. Non è curativo su attacchi già esplosi, ma inserito in un programma di difesa aiuta a prevenire nuovi problemi e a rendere il noccioleto meno sensibile a diverse malattie piante.

Come si applica correttamente la tricoderma?

La tricoderma va usata in prevenzione. Nel nostro schema è impiegata alla dose di 100 g/hl in pre-fioritura (1–2 trattamenti, più un eventuale intervento dopo Signum). È importante applicarla con terreno non troppo freddo né completamente secco, così da favorirne l’insediamento. È consigliabile rispettare sempre le indicazioni dell’etichetta e, se possibile, abbinarla a una buona dotazione di sostanza organica nel suolo.

Se vuoi approfondire l'argomento leggi l'articolo: Calendario Trattamenti Nocciolo

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