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Concime organico: cos'è, quali tipi esistono e come sceglierlo

Ultimo aggiornamento: ottobre 2026

Articolo redatto dal team tecnico Perfarelalbero.it (agronomi e consulenti che seguono quotidianamente coltivazioni professionali, orti, frutteti, tappeti erbosi e piante ornamentali).

A cura di Vincenzo La Froscia , agronomo di Perfarelalbero.it. Ha conseguito la Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e ha proseguito la propria formazione presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, conseguendo la Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie Agrarie nel 2019.

Concime organico: Cos'è, Quale scegliere e come usarlo
Concime organico: Cos'è, Quale scegliere e come usarlo

Il concime organico apporta elementi nutritivi alle piante attraverso sostanze di origine animale o vegetale. Ma i concimi organici non sono tutti uguali: cambiano per origine della matrice, composizione, formulazione e modalità di applicazione.

Esistono infatti concimi organici liquidi, granulari o pellettati, di origine animale o vegetale e formulati caratterizzati dall'apporto di specifici elementi nutritivi, come i concimi organici azotati.

Conoscere queste differenze permette di scegliere il prodotto più adatto alla coltura, al terreno, alla fase fenologica e all'obiettivo della concimazione.

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Concime organico: cos'è e come funziona nel terreno

Un concime organico è un fertilizzante nel quale gli elementi nutritivi dichiarati sono di origine organica, animale o vegetale. La sua funzione principale è quindi fornire nutrienti alle piante.

Quando viene distribuito al terreno, la disponibilità degli elementi nutritivi dipende dalla matrice del prodotto e dai processi di trasformazione della sostanza organica. L'attività microbica contribuisce alla mineralizzazione, attraverso la quale una parte dei nutrienti viene resa disponibile per le radici.

Temperatura, umidità, aerazione e attività biologica del terreno influenzano questi processi. Per questo non è corretto considerare tutti i concimi organici semplicemente come fertilizzanti “a lenta cessione”: il loro comportamento varia in funzione delle caratteristiche del prodotto e delle condizioni del suolo.

Perché la sostanza organica è importante per i microrganismi del terreno?

Il consiglio dell’agronomo – Vincenzo La Froscia

La sostanza organica non svolge soltanto un ruolo nella nutrizione delle piante: è strettamente collegata anche alla fertilità biologica del suolo e alle condizioni che si creano nella rizosfera.

Questo aspetto diventa particolarmente interessante quando si utilizzano inoculi di microrganismi utili, come funghi micorrizici e Trichoderma. Le micorrize instaurano una simbiosi con le radici e possono aumentare il volume di terreno esplorato dall’apparato radicale; diversi Trichoderma sono invece in grado di colonizzare la rizosfera e interagire con pianta e microbiota.

Anche l’impiego di nematodi entomopatogeni per il controllo biologico di alcuni insetti del terreno è influenzato dalle condizioni dell’ambiente in cui vengono distribuiti, in particolare da umidità, temperatura e caratteristiche fisiche del suolo.

Per questo è utile ragionare in termini di gestione integrata della fertilità del terreno: nutrizione organica, gestione della rizosfera e introduzione di organismi utili sono interventi distinti, ma possono essere inseriti nella stessa strategia agronomica.

Un esempio è ZOI di ICAS, concime organico ammesso in agricoltura biologica caratterizzato dalla presenza di azoto organico, acidi umici e amminoacidi vegetali. ZOI non è un inoculo microbico, ma può essere inserito in una strategia finalizzata a sostenere fertilità del terreno, nutrizione e funzionalità dell’ambiente radicale.

Quali sono i principali tipi di concimi organici

Per distinguere correttamente i tipi di concime organico bisogna considerare tre caratteristiche differenti:

Tipi di concimi organici: matrice, composizione e formulazione
Cosa valutare Cosa indica Esempio

Matrice

Origine della componente organica

Vegetale, pollina, sangue secco

Composizione

Elementi nutritivi apportati

Concime organico azotato

Formulazione

Forma fisica del prodotto

Liquido, granulare, pellettato

Questa distinzione è importante perché un prodotto può essere contemporaneamente, ad esempio, organico, azotato, liquido e di origine vegetale.

Concime organico pellettato e granulare

Il concime organico pellettato o granulare è destinato prevalentemente alla distribuzione al terreno. La forma fisica facilita la distribuzione, ma non permette da sola di stabilire la funzione nutrizionale del prodotto.

Agripollina, per esempio, deriva da pollina essiccata e fermentata e apporta azoto, fosforo e potassio oltre a carbonio organico. Orgazot Micro GR è invece un concime organico azotato microgranulare derivato da sangue secco e caratterizzato da un elevato titolo di azoto organico.

La scelta deve quindi basarsi sulla composizione, non soltanto sulla forma del prodotto.

Concime organico liquido

Un concime organico liquido permette modalità di applicazione differenti e, quando previsto in etichetta, può essere utilizzato per via radicale, in fertirrigazione o mediante applicazione fogliare.

Un esempio è Ecogreen SMC V60, concime organico azotato liquido a base di borlanda agroalimentare fluida ottenuta da frutta e cereali, contenente azoto e carbonio organico.

Anche Organor N 12 è un concime organico azotato liquido di derivazione vegetale. Questo dimostra che la definizione “liquido” descrive la formulazione, non la specifica funzione nutrizionale.

Concime organico azotato: cos'è e quando sceglierlo

Il concime organico azotato viene scelto quando l'obiettivo nutrizionale prevede un apporto di azoto di origine organica.

Può derivare da matrici vegetali o animali ed essere disponibile in differenti formulazioni. Per questo è necessario verificare titolo di azoto, matrice, formulazione, modalità di applicazione e dosaggi.

Organor N 12, Ecogreen SMC V60 e Orgazot Micro GR sono esempi di concimi organici azotati con caratteristiche molto diverse: la scelta deve quindi essere effettuata in funzione delle esigenze della coltura e del programma di fertilizzazione.

Concime organico, minerale e organo-minerale: differenze

Le tre definizioni identificano fertilizzanti differenti.

Differenze tra concime organico, minerale e organo-minerale
Tipologia Caratteristica principale

Organico

Elementi nutritivi di origine organica animale o vegetale

Minerale

Apporta elementi nutritivi in forma minerale

Organo-minerale

Combina componenti organiche e minerali

Non esiste una tipologia migliore in assoluto: coltura, terreno, fase fenologica e fabbisogno nutrizionale determinano la scelta più appropriata.

È inoltre importante non confondere concime e ammendante. Il concime ha come funzione principale l'apporto di nutrienti, mentre l'ammendante è destinato principalmente a mantenere o migliorare le proprietà fisiche, chimiche o biologiche del terreno.

Come scegliere il concime organico giusto

Per scegliere un concime organico bisogna partire dalla coltura e chiedersi quali elementi nutritivi siano necessari in quella determinata fase.

Cinque parametri aiutano a orientare la scelta:

  1. coltura e fase fenologica;

  2. caratteristiche e dotazione del terreno;

  3. elementi nutritivi e relativo titolo;

  4. matrice organica e formulazione;

  5. modalità di applicazione previste in etichetta.

In agricoltura professionale l'analisi del terreno consente di impostare gli apporti in modo più razionale, evitando di scegliere il concime soltanto in base alla coltura.

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Come leggere l'etichetta di un concime organico

Per leggere correttamente l'etichetta verifica innanzitutto quali elementi nutritivi sono dichiarati e in quale percentuale. Un concime con un elevato titolo di azoto organico risponde infatti a un'esigenza diversa rispetto a un formulato che apporta più elementi nutritivi.

Controlla poi origine delle matrici, carbonio organico, modalità di applicazione e dosaggi. Questi dati permettono di capire non soltanto cosa contiene il prodotto, ma anche come inserirlo correttamente nel programma di fertilizzazione.

Un'altra distinzione fondamentale riguarda l'agricoltura biologica: “organico” non significa automaticamente “consentito in agricoltura biologica”. Se la coltivazione è condotta in biologico, questa indicazione deve essere verificata sull'etichetta o sulla documentazione del prodotto.

Quando utilizzare i concimi organici

Non esiste un calendario valido per tutti i concimi organici. Il momento dell'intervento dipende dalla coltura, dalla fase fenologica, dalle caratteristiche del terreno, dalla composizione del prodotto e dall'obiettivo nutrizionale.

I formulati destinati al terreno possono essere impiegati, in funzione del prodotto e della coltura, nella preparazione del terreno o in specifiche fasi del ciclo colturale. I concimi organici liquidi possono invece consentire interventi più frazionati durante la coltivazione, anche attraverso la fertirrigazione quando prevista in etichetta.

Dosaggi, numero di applicazioni e modalità di distribuzione devono sempre rispettare quanto indicato sull'etichetta del fertilizzante utilizzato.

FAQ sui concimi organici

Qual è il miglior concime organico?

Non esiste un concime organico migliore in assoluto: il prodotto più adatto è quello che risponde alle reali esigenze nutrizionali della coltura. La scelta deve considerare tipo di coltura, fase fenologica, caratteristiche del terreno, titolo degli elementi nutritivi e modalità di applicazione.

Se l'obiettivo è apportare azoto, ad esempio, si può scegliere un concime organico azotato; per la distribuzione al terreno possono essere indicate formulazioni granulari o pellettate, mentre i concimi organici liquidi permettono applicazioni più facilmente frazionabili durante il ciclo colturale e, quando previsto in etichetta, anche in fertirrigazione.

Per scegliere correttamente è quindi importante leggere la composizione del concime e non basarsi soltanto sulla sua formulazione, adattando dosi e periodo di impiego alle esigenze della coltura.

Quali sono i principali concimi organici?

Possono derivare da matrici animali o vegetali ed essere formulati in forma liquida, granulare o pellettata. Esistono inoltre formulati caratterizzati dall'apporto di specifici nutrienti, come i concimi organici azotati.

Concime organico liquido o pellettato: quale scegliere?

Dipende dall'intervento. I pellettati e granulari vengono prevalentemente distribuiti al terreno; i liquidi possono prevedere applicazioni radicali, in fertirrigazione o fogliari, quando indicate in etichetta.

Concime organico significa biologico?

No. Un concime organico non è automaticamente consentito in agricoltura biologica. È necessario verificare l'indicazione specifica riportata sull'etichetta o sulla documentazione del prodotto.

Perché la sostanza organica è importante per la fertilità del terreno?

La sostanza organica contribuisce non solo alla disponibilità degli elementi nutritivi, ma anche alle caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche del suolo e alle condizioni della rizosfera, dove si concentra una parte importante dell'attività microbica.

Per questo la gestione della sostanza organica può essere integrata con l'impiego di micorrize, Trichoderma e altri organismi utili, senza confondere le rispettive funzioni. Un concime organico come ZOI, ammesso in agricoltura biologica e contenente azoto organico, acidi umici e amminoacidi vegetali, contribuisce alla nutrizione e alla fertilità del terreno, ma non sostituisce uno specifico inoculo microbico.

Concime organico e ammendante sono la stessa cosa?

No. Hanno funzioni principali differenti. Un concime organico è destinato principalmente ad apportare elementi nutritivi alle piante attraverso sostanze di origine organica. Un ammendante ha invece la funzione di mantenere, migliorare o proteggere le proprietà fisiche o chimiche, la struttura o l'attività biologica del terreno.

Un ammendante può contenere anche elementi nutritivi e un concime organico può apportare sostanza organica al suolo, ma è la funzione del prodotto e la sua classificazione a distinguerli.

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