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Concimi a lento rilascio e a rilascio controllato: guida pratica alla scelta

Ultimo aggiornamento: gennaio 2026

Articolo redatto dal team tecnico Perfarelalbero.it (agronomi e consulenti che seguono quotidianamente coltivazioni professionali e piante da interno).

Quando si parla di concimazione, uno degli errori più comuni è pensare che tutti i concimi “a lento rilascio” funzionino allo stesso modo. In realtà, nel linguaggio commerciale questi termini vengono spesso usati in modo generico: prodotti diversi possono essere descritti con parole simili, pur basandosi su meccanismi agronomici molto differenti.

Per evitare equivoci, in questa guida non classifichiamo i concimi in base alle etichette o agli slogan, ma in base a come avviene davvero la “regolazione” della disponibilità dell’azoto: può dipendere dai processi del suolo, dalla chimica della forma azotata oppure dalla struttura fisica del granulo (ad esempio un rivestimento).

Questa distinzione ti aiuta a scegliere in modo più corretto, perché sposta l’attenzione dal nome commerciale alla domanda davvero utile: quando e con quale continuità l’azoto diventa disponibile per la coltura, nel tuo terreno e nelle tue condizioni.

Concimi a lento rilascio e a rilascio controllato: guida pratica alla scelta

Concimi a lento rilascio e concimi a rilascio controllato: da cosa dipende l’efficacia

Al di là delle definizioni commerciali, l’efficacia di un concime dipende da come e quando i nutrienti diventano disponibili per la pianta. È questo aspetto – più del titolo NPK o della percentuale di azoto – a determinare se una concimazione funziona oppure no.

Alcuni concimi affidano questa gradualità ai processi naturali del suolo, altri la regolano direttamente all’interno del granulo, altri ancora integrano nutrizione e miglioramento della fertilità. Capire dove avviene il “controllo” del rilascio (nel terreno, nella chimica del concime o nella sua struttura fisica) è il primo passo per scegliere in modo consapevole ed evitare soluzioni sovra- o sotto-dimensionate rispetto alle reali esigenze della coltura.

Nei paragrafi che seguono analizziamo queste tecnologie una per una, partendo dai concimi minerali e arrivando ai concimi organo-minerali, per chiarire quando ciascuna soluzione esprime davvero il suo potenziale.

Concimi minerali: quando la tecnologia fa la differenza

I concimi minerali moderni non si distinguono solo per il titolo NPK, ma soprattutto per come l’azoto viene reso disponibile nel tempo. È qui che si gioca la vera efficacia agronomica.

Concimi minerali con rilascio modulato dai processi del suolo

In questa tipologia rientrano i concimi minerali in cui la disponibilità dell’azoto non è regolata da una barriera fisica, ma dipende dai processi chimici e biologici del suolo. La gradualità non è programmata all’interno del granulo, bensì influenzata da fattori come temperatura, umidità e attività microbica.

Un esempio concreto è Nitrophoska Gold (NPK Original Gold Compo Expert), che utilizza forme di azoto a diversa velocità di trasformazione:

  • azoto a pronto effetto
  • azoto a lenta cessione ISODUR® (isobutilidendiurea)

Il rilascio dell’azoto dipende dai processi di trasformazione nel suolo: temperatura, umidità e attività microbica giocano un ruolo fondamentale. Il risultato è una nutrizione più equilibrata rispetto ai concimi tradizionali, con minori picchi vegetativi e minori perdite per lisciviazione.

Questa tecnologia è ideale quando si vuole smorzare l’eccesso di azoto e accompagnare la coltura nel tempo, senza però avere un controllo rigido e programmabile della cessione.

Schema prodotto – Nitrophoska Gold

  • Tipologia: concime minerale a lenta cessione
  • Tecnologia: ISODUR® (inibizione chimica della trasformazione dell’azoto)
  • Vantaggio chiave: sviluppo equilibrato senza picchi
  • Ideale per: frutteto, vigneto, orticole, prato

Concimi minerali a rilascio controllato con membrana polimerica

Qui entriamo nel campo dei concimi a rilascio controllato, una tecnologia che consente una gestione più accurata della nutrizione azotata. Questi prodotti utilizzano membrane polimeriche che avvolgono il granulo e regolano l’uscita dell’azoto in funzione di temperatura e umidità del suolo, secondo un meccanismo noto, ripetibile e prevedibile nel tempo. Proprio questa prevedibilità permette di avvicinare la cessione dei nutrienti al reale fabbisogno della coltura.

Prodotti come Agromaster e Haifa Multicote sfruttano proprio questa tecnologia: una parte dell’azoto è subito disponibile, mentre il resto viene rilasciato in modo graduale e programmato per settimane o mesi.

Questo permette di:

  • avvicinare la curva di rilascio dell’azoto al fabbisogno reale della pianta
  • ridurre drasticamente le perdite
  • limitare il numero di interventi in campo

Schema prodotto – Agromaster

  • Tipologia: concime NPK a rilascio controllato (CRF)
  • Tecnologia: membrana polimerica semipermeabile
  • Vantaggio chiave: nutrizione costante e programmabile
  • Ideale per: concimazione di fondo e ripresa vegetativa

Schema prodotto – Haifa Multicote

  • Tipologia: concime NPK a rilascio controllato
  • Tecnologia: polimero biodegradabile
  • Vantaggio chiave: continuità nutrizionale con un solo intervento
  • Ideale per: colture ad alto valore e gestione semplificata

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Concimi organo-minerali: nutrizione e fertilità del suolo insieme

Accanto ai concimi minerali, troviamo una categoria spesso sottovalutata ma strategica: i concimi organo-minerali.

Questi prodotti combinano:

  • una quota minerale prontamente disponibile
  • una quota organica che deve essere mineralizzata

Il vantaggio è duplice: si nutre la pianta e allo stesso tempo si migliora la struttura biologica del suolo, riducendo il rischio di perdite.

Un esempio rappresentativo è YaraSuna Rigoglio, concime organo-minerale NPK 8-5-5 + CaO, formulato con matrici organiche umificate e componenti proteiche.

La sostanza organica:

  • rallenta la perdita degli elementi nutritivi
  • stimola la microflora del terreno
  • migliora ritenzione idrica e capacità di scambio

È una soluzione ideale quando si vuole efficienza nutrizionale senza stress per il suolo, soprattutto in concimazioni di fondo o di ripresa.

Schema prodotto – YaraSuna Rigoglio

  • Tipologia: concime organo-minerale
  • Azoto: organico + minerale
  • Vantaggio chiave: nutrizione + fertilità del suolo
  • Ideale per: frutteto, orto, colture estensive

Come scegliere il concime giusto: il criterio agronomico

“La scelta del concime gioca un ruolo cruciale al fine di rendere efficiente l’intero ciclo colturale. Per efficienza si intende il raggiungimento di un obiettivo col minor dispendio di risorse. Una cessione graduale dell’unità fertilizzante e in particolar modo dell’azoto, oltre che ridurre l’impatto economico (minor quantità di concime per unità di superficie), permette di ridurre l’impatto ambientale (perdite per lisciviazione in falda o volatilizzazione nell’atmosfera). Ricordiamo inoltre che una nutrizione equilibrata e dilazionata nel tempo consente di sostenere la coltura per più fasi critiche, con un conseguente impatto positivo ai fini della qualità e della quantità delle produzioni. — Vincenzo La Froscia, agronomo”

In pratica:

  • rilascio controllato → massima precisione, meno interventi, maggiore controllo
  • lenta cessione con inibitori → equilibrio vegetativo e flessibilità
  • organo-minerali → nutrizione + salute del suolo

Non esiste un concime “migliore in assoluto”, ma il concime giusto per quel contesto.

FAQ – Domande frequenti sui concimi

Quali sono i tipi di concimi e come si classificano?

I concimi si classificano per origine (minerali, organo-minerali, organici), per composizione (concimi azotati, fosfatici, potassici, concimi NPK) e per tecnologia di rilascio (pronto effetto, lenta cessione, rilascio controllato).

Che differenza c’è tra concimi a lento rilascio e concimi a rilascio controllato?

Nei concimi a lento rilascio la disponibilità dell’azoto dipende dai processi del suolo (temperatura, umidità, attività microbica). Nei concimi a rilascio controllato, invece, la cessione è regolata da membrane polimeriche ed è più prevedibile nel tempo.

Quali sono i concimi a lenta cessione?

Sono concimi in cui l’azoto viene rilasciato gradualmente grazie a forme chimiche specifiche o inibitori, come nel caso di Nitrophoska Gold con tecnologia ISODUR®.

Quali sono i concimi a rilascio controllato?

Sono concimi minerali con parte dell’azoto rivestita da membrane polimeriche (CRF), come Agromaster e Haifa Multicote, indicati per una nutrizione costante e programmata.

Quali sono i concimi organo-minerali e a cosa servono?

I concimi organo-minerali uniscono una quota minerale (pronta) e una quota organica (da mineralizzare), fornendo nutrizione e migliorando al tempo stesso la fertilità del suolo. Un esempio è YaraSuna Rigoglio, utile per sostenere la pianta e ridurre le perdite di nutrienti.

Quali sono i migliori concimi?

Non esistono concimi migliori in assoluto. La scelta dipende da suolo, coltura, epoca di applicazione e obiettivo produttivo.

Cosa significa NPK e a cosa servono i diversi elementi?

La sigla NPK indica Azoto (N) per la crescita e lo sviluppo vegetativo, Fosforo (P) per radici ed energia della pianta, e Potassio (K) per resistenza e qualità delle produzioni (ad esempio pezzatura e grado zuccherino dei frutti). Un concime completo NPK aiuta a mantenere l’equilibrio nutrizionale lungo il ciclo colturale, riducendo il rischio di carenze.

Conclusione

Scegliere il concime giusto non significa acquistare il prodotto più “potente”, ma quello più coerente con il suolo, la coltura e l’obiettivo agronomico.

Capire la differenza tra concimi a lenta cessione, a rilascio controllato e organo-minerali permette di concimare meglio, spendere meno e ottenere risultati più stabili nel tempo.

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