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Come coltivare le fave: guida tecnica dalla semina alla raccolta

Da: TANCREDI MAURIZIO - Categoria : Cronologia , Ortaggi

Ultimo aggiornamento: settembre 2026

Articolo redatto dal team tecnico Perfarelalbero.it (agronomi e consulenti che seguono quotidianamente coltivazioni professionali, orti, frutteti, tappeti erbosi e piante ornamentali).

A cura di Maurizio Tancredi, agronomo di Perfarelalbero.it, laureato presso la Scuola di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari ed Ambientali dell'Università degli Studi della Basilicata.

Come coltivare le fave
Come coltivare le fave

Quando seguo una coltivazione di fave, la prima cosa che faccio non è scegliere un prodotto da utilizzare: osservo la pianta. Valuto come sta crescendo, le condizioni del terreno, la temperatura, l'umidità, la presenza dei primi insetti e qualsiasi sintomo che possa indicare l'inizio di una malattia.

Questo diventa ancora più importante quando imposto una strategia biologica o a basso impatto. In questi casi considero il monitoraggio del campo, la prevenzione e la tempestività degli interventi parte integrante della difesa.

La fava (Vicia faba) è una coltura abbastanza rustica, ma questo non significa che possa essere lasciata a se stessa. Ruggine, antracnosi, afidi, virosi, squilibri vegetativi e temperature non ottimali possono compromettere produzione e qualità.

In questa guida spiego come coltivare le fave partendo dalla mia esperienza in campo: dalla semina alla gestione della crescita, fino alla difesa, alla cimatura, alla nutrizione e alla fase che precede la raccolta.

In breve: come coltivare le fave

Semina: ottobre-novembre nelle zone miti; febbraio-marzo nelle aree più fredde.

Crescita: evitare eccessi di vigore e mantenere la pianta equilibrata.

Nutrizione: Furia ICAS + Molibor Extra in pre-fioritura; Ener 26 CIFO nelle fasi produttive.

Difesa: monitorare afidi, lepidotteri, ruggine, antracnosi e virosi.

Prima si osserva la coltura, poi si decide come intervenire.

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Come e quando piantare le fave

Quando mi chiedono come e quando piantare le fave, parto sempre dal clima della zona di coltivazione. Nelle aree caratterizzate da inverni miti preferisco generalmente la semina autunnale, tra ottobre e novembre, così da accompagnare la coltura verso una produzione primaverile.

Nelle zone dove l'inverno è più rigido, invece, può essere più prudente posticipare la semina verso la fine dell'inverno, generalmente tra febbraio e marzo.

La fava si presta molto bene alla semina diretta. Come riferimento pratico, posiziono il seme a circa 5-7 cm di profondità, evitando sia una semina troppo superficiale sia un interramento eccessivo.

Se semino a postarella posso utilizzare massimo 2 semi per buca, lasciando spazio sufficiente tra le piante perché la vegetazione possa svilupparsi senza creare un ambiente eccessivamente fitto.

La distanza va comunque adattata alla varietà, alla fertilità del terreno e soprattutto al sistema di coltivazione. In un impianto troppo fitto aumentano infatti ombreggiamento e umidità all'interno della vegetazione, due condizioni che cerco di evitare quando voglio contenere la pressione delle malattie fungine.

Dove piantare le fave: terreno, esposizione e serra

Nella scelta del sito di coltivazione delle fave, preferisco terreni ben drenati e privi di ristagni persistenti. Valuto inoltre un’adeguata esposizione luminosa e una disposizione dell’impianto che favorisca una buona circolazione dell’aria tra le piante.

In coltura protetta presto molta attenzione alla gestione della serra. La fava tollera bene temperature relativamente fresche e non ho interesse ad accumulare troppo calore nelle prime fasi.

Se la temperatura sale eccessivamente, posso infatti osservare una forte spinta vegetativa e un rapido allungamento degli internodi. Per questo mantengo una buona ventilazione e utilizzo le aperture della serra per controllare meglio lo sviluppo della pianta.

Quali varietà di fave scegliere

La varietà influenza precocità, durata del ciclo e programmazione della raccolta. Tra quelle che utilizzo o considero interessanti distinguo soprattutto:

Sofia

Sofia è una varietà versatile che posso inserire in differenti programmi colturali, con una buona attitudine produttiva.

Luz de Otoño

Luz de Otoño è una varietà mediamente precoce che si presta bene alle semine autunnali e permette di programmare la produzione con un ciclo relativamente anticipato.

Claro de Luna

Claro de Luna è una varietà precoce che considero quando voglio anticipare maggiormente il ciclo produttivo.

Non scelgo però una fava solo in base alla precocità. Valuto sempre epoca di semina, ambiente di coltivazione e obiettivo produttivo.

Come accelerare la crescita delle fave

Quando mi viene chiesto come accelerare la crescita delle fave, faccio una precisazione: non cerco semplicemente di far crescere la pianta più velocemente.

Una pianta molto alta, con internodi lunghi e una vegetazione eccessivamente spinta, non è necessariamente una pianta più produttiva.

Cerco invece una crescita equilibrata, con una buona struttura, internodi contenuti, ramificazioni laterali e un corretto passaggio dalla fase vegetativa alla fioritura.

Per ottenerla parto da pochi elementi fondamentali:

  • terreno ben preparato;
  • disponibilità idrica regolare;
  • corretta gestione della temperatura;
  • nutrizione equilibrata;
  • buona esposizione;
  • controllo dell’eccesso di vigore vegetativo.

Cimatura delle fave: quando e perché la utilizzo

La cimatura delle fave non è un’operazione che eseguo automaticamente o secondo un calendario prestabilito. Prima osservo la pianta e valuto il suo equilibrio vegetativo: se noto una crescita troppo verticale, internodi lunghi e un unico asse dominante, considero la possibilità di intervenire.

In una coltivazione sotto serra che ho seguito, le temperature elevate hanno accelerato lo sviluppo delle piante. La vegetazione tendeva a concentrarsi verso l’alto, mentre la parte bassa rimaneva poco ramificata. In pratica, la pianta cresceva rapidamente in altezza senza costruire una struttura sufficientemente equilibrata.

Per ridurre questa dominanza apicale sono intervenuto cimando l’apice, cioè eliminando la parte terminale del fusto principale. L’obiettivo non era semplicemente accorciare la pianta, ma stimolare una diversa distribuzione della crescita.

Dopo l’intervento, le piante hanno iniziato a emettere nuovi getti laterali nella parte bassa. La struttura è diventata progressivamente più ramificata e compatta, con una fioritura distribuita più in basso e una migliore organizzazione della vegetazione.

Per questo considero la cimatura uno strumento da utilizzare solo quando serve: se la pianta è già ben ramificata e proporzionata, preferisco non intervenire.

Concimazione delle fave: come gestisco azoto, fosforo e potassio

Nella concimazione delle fave tengo conto del fatto che sto lavorando con una leguminosa azotofissatrice. Non considero quindi necessario impostare la coltura su apporti elevati di azoto.

Valuto invece con maggiore attenzione fosforo e potassio, insieme allo stato nutrizionale reale della pianta e alla fertilità del terreno.

Durante lo sviluppo cerco soprattutto di accompagnare il passaggio dalla fase vegetativa alla fase riproduttiva. Una pianta che entra correttamente in fioritura tende a riequilibrare naturalmente la propria crescita.

Furia ICAS e Molibor Extra: equilibrio vegetativo e fioritura

Nella mia strategia nutrizionale sulla fava utilizzo Furia ICAS in fertirrigazione alla dose di 7-8 kg/ha, in abbinamento a Molibor Extra alla dose di 2,5 kg/ha.

Furia ICAS è un concime organo-minerale NK formulato con carbonio organico, acidi fulvici e amminoacidi. Lo inserisco per accompagnare la pianta verso la fase riproduttiva senza favorire un eccessivo sviluppo vegetativo.

Molibor Extra apporta boro e molibdeno, due microelementi importanti nelle fasi che precedono e accompagnano la fioritura. L’obiettivo è sostenere la fertilità del polline, la vitalità dei fiori e la regolarità della fioritura.

Scheda tecnica operativa – Furia ICAS

Scheda tecnica operativa di Furia ICAS
Voce Indicazione
Tipologia Concime organo-minerale NK + C
Azoto totale 3%
Potassio K₂O 10%
Carbonio organico 37%
Carbonio umico e fulvico 22%
Applicazione sulla fava Fertirrigazione
Dose utilizzata 7-8 kg/ha
Abbinamento Molibor Extra
Fase Sviluppo vegetativo e pre-fioritura
Obiettivo Equilibrio vegetativo e supporto alla fioritura

Scheda tecnica operativa – Molibor Extra

Scheda tecnica operativa di Molibor Extra
Voce Indicazione
Tipologia Miscela di microelementi
Boro totale 8%
Molibdeno solubile in acqua 10%
Applicazione sulla fava Fertirrigazione
Dose utilizzata 2,5 kg/ha
Abbinamento Furia ICAS
Fase Pre-fioritura e fioritura
Obiettivo Fertilità del polline e vitalità dei fiori

Come aumentare pezzatura e qualità delle fave

Quando la coltura entra nella fase produttiva, mi concentro sullo sviluppo dei baccelli e sulla qualità della produzione.

In questa fase considero particolarmente importante il potassio, elemento coinvolto nei processi di traslocazione e nella gestione qualitativa della produzione.

Ener 26 per sviluppo e qualità dei baccelli

Utilizzo Ener 26 CIFO, formulato ad alto contenuto di potassio, con magnesio, zolfo, manganese, zinco e componente organica.

Lo inserisco nelle fasi più avanzate della coltura per sostenere pezzatura e qualità. In pieno campo lavoro generalmente a 2,5-3 kg/ha; in serra utilizzo 200 g/hl, adattando sempre numero e distanza degli interventi alla fase della coltura.

Scheda tecnica operativa – Ener 26

Scheda tecnica operativa di Ener 26 CIFO
Voce Indicazione
Potassio K₂O 26%
Magnesio MgO 2,5%
Anidride solforica SO₃ 28%
Applicazione in pieno campo 2,5-3 kg/ha
Applicazione in serra 200 g/hl
Fase Sviluppo della produzione e maturazione
Obiettivo Pezzatura e qualità

Difesa delle fave dagli insetti

Dopo aver sostenuto la coltura con una nutrizione equilibrata, rivolgo la mia attenzione alla protezione delle piante. Anche una fava ben sviluppata può infatti subire rallentamenti e perdite produttive se viene attaccata da insetti fitofagi, soprattutto durante le fasi di crescita più attiva e di formazione dei baccelli.

Per questo motivo monitoro regolarmente la vegetazione, controllo la presenza di insetti e valuto ogni intervento in base all’intensità dell’infestazione e alla fase della coltura. Tra i parassiti che osservo con maggiore attenzione ci sono gli afidi, in particolare l’afide nero della fava.

Come eliminare gli afidi sulle fave

Per contenere gli afidi sulle fave intervengo quando le colonie sono ancora localizzate, prima che si diffondano sulla vegetazione. Controllo soprattutto gli apici e i tessuti giovani, dove l’afide nero della fava (Aphis fabae) tende a concentrarsi nelle prime fasi dell’infestazione.

Afidi sulle fave: perché la bagnatura è fondamentale

Quando utilizzo un prodotto ad azione fisica o di contatto, considero la qualità della bagnatura determinante.

Non mi interessa semplicemente bagnare la superficie della pianta: devo raggiungere direttamente gli insetti e la parte di vegetazione colonizzata.

Quando l’infestazione è localizzata preferisco quindi un’applicazione accurata e mirata.

Quale prodotto usare contro gli afidi delle fave?

Nella strategia utilizzo Soptech, miscela biodegradabile di alcoli grassi con azione fisico-meccanica.

Sulla fava utilizzo 80 ml/hl, effettuando una bagnatura uniforme della vegetazione fino a raggiungere bene le colonie.

Scheda tecnica operativa – Soptech

Scheda tecnica operativa di Soptech
Voce Indicazione
Tipologia Miscela di alcoli grassi
Azione Fisico-meccanica
Dose sulla fava 80 ml/hl
Applicazione Fogliare
Fase Alla comparsa delle infestazioni
Punto chiave Bagnatura completa delle colonie

Come eliminare le larve di lepidotteri dalle fave

Per gestire efficacemente le larve di lepidotteri sulle fave cerco di intervenire quando le popolazioni sono ancora giovani. Durante il monitoraggio controllo la vegetazione alla ricerca di larve ed erosioni fogliari e intervengo solo quando rilevo la presenza dell’infestazione.

Nella strategia utilizzo TURI-L, prodotto contenente Bacillus thuringiensis.

Sulle colture orticole in pieno campo o in serra utilizzo 1 L/ha, preferendo le ore serali per l’applicazione.

Scheda tecnica operativa – TURI-L

Scheda tecnica operativa di TURI-L
Voce Indicazione
Impiego Colture orticole
Dose 1 L/ha
Applicazione Aspersione
Momento Preferibilmente ore serali
Obiettivo Gestione delle larve di lepidotteri

Malattie delle fave: come combattere ruggine e antracnosi

Per combattere ruggine e antracnosi sulla fava parto soprattutto dalla prevenzione e dal monitoraggio della vegetazione. La ruggine della fava (Uromyces viciae-fabae) è una delle patologie che osservo con maggiore frequenza e cerco di intervenire prima che il problema sia diffuso sulla coltura.

Controllo quindi regolarmente la vegetazione e aumento l’attenzione quando temperatura e umidità creano condizioni favorevoli allo sviluppo delle patologie fungine.

Come prevenire la ruggine delle fave

Nella strategia preventiva può essere inserito Equisetum CHT, formulato a base di Equisetum arvense e cloridrato di chitosano.

Il prodotto può essere impiegato per sostenere le naturali capacità di difesa della pianta prima che la pressione della malattia diventi elevata.

La dose di riferimento è compresa tra 2 e 3 L/ha per via fogliare.

Scheda tecnica operativa – Equisetum CHT

Scheda tecnica operativa di Equisetum CHT
Voce Indicazione
Composizione Equisetum arvense + cloridrato di chitosano
Applicazione Fogliare
Dose 2-3 L/ha
Strategia Preventiva
Obiettivo Supporto alle naturali difese della pianta

Azul S-Cu nella strategia contro ruggine e antracnosi

Nella gestione delle principali problematiche fungine utilizzo anche Azul S-Cu, formulato con rame, zolfo ed estratti di pinacee.

Il rame rappresenta un elemento importante nella strategia verso l’antracnosi, mentre lo zolfo viene utilizzato soprattutto nel programma rivolto alla ruggine.

Gli estratti di pinacee migliorano la distribuzione del formulato sulla vegetazione, per cui non aggiungo automaticamente un ulteriore bagnante.

Per via fogliare utilizzo 200 g per 100 litri d’acqua.

Scheda tecnica operativa – Azul S-Cu

Scheda tecnica operativa di Azul S-Cu
Voce Indicazione
Rame 8%
Zolfo 20%
Altri componenti Estratti di pinacee
Applicazione fogliare 200 g/100 L di acqua
Obiettivo Gestione preventiva delle principali problematiche fungine

Come prevenire la virosi della fava

Per prevenire le virosi della fava concentro il lavoro soprattutto sulle prime fasi di sviluppo e sul controllo degli insetti vettori. Una pianta già colpita da una virosi non può essere risanata attraverso un trattamento nutrizionale, quindi la strategia deve essere impostata prima della comparsa del problema.

Shore nelle prime fasi della coltura

Nella strategia utilizzo Shore Icas, potenziatore della resistenza della pianta.

Durante il primo mese di crescita effettuo tre interventi distanziati di circa 10 giorni.

Parallelamente mantengo alta l’attenzione sulla presenza di afidi e tripidi, che possono agire come vettori delle virosi. Il loro monitoraggio e controllo precoce sono quindi parte integrante della strategia preventiva.

Nei campi gestiti in questo modo ho osservato una minore presenza di sintomi riconducibili a virosi. È un risultato che considero interessante perché si è ripetuto nelle esperienze che ho seguito, ma il mio obiettivo rimane preventivo: mantenere la pianta nelle migliori condizioni possibili durante la fase più delicata.

Scheda tecnica operativa – Shore ICAS

Scheda tecnica operativa di Shore ICAS
Voce Indicazione
Funzione Potenziatore della resistenza delle piante
Applicazione fogliare su orticole 200-300 ml/100 L
Fertirrigazione orticole 5-10 L/ha
Strategia sulla fava 3 interventi
Intervallo Circa 10 giorni
Fase Primo mese di sviluppo
Punto chiave Monitoraggio e controllo di afidi e tripidi

Errori da evitare nella coltivazione delle fave

Nella gestione della fava ci sono alcuni errori che cerco di evitare sistematicamente.

Eccesso di azoto

Non cerco una pianta semplicemente grande e molto vegetata. Una nutrizione troppo azotata può accentuare l’allungamento degli internodi e ritardare l’equilibrio tra vegetazione e produzione.

Impianto troppo fitto

Lascio sufficiente spazio alla vegetazione per favorire luce e circolazione dell’aria. Un ambiente troppo chiuso aumenta umidità e pressione delle malattie fungine.

Serra troppo calda

Nelle coltivazioni protette gestisco le aperture. Temperature eccessive nelle prime fasi possono favorire una crescita verticale troppo rapida.

Controllo tardivo degli afidi

Monitoro gli apici prima che le colonie diventino estese. Intervenire su piccoli focolai mi permette una distribuzione molto più precisa.

Trattamenti con bagnatura insufficiente

Quando il prodotto deve raggiungere direttamente l’insetto, considero la distribuzione parte integrante dell’intervento.

Cimatura eseguita senza osservare la pianta

Non applico una pratica agronomica perché “si è sempre fatto così”. Prima valuto struttura, vigore, internodi e ramificazione.

Come coltivare le fave: il mio metodo in campo

Per me coltivare bene le fave significa mantenere la pianta in equilibrio durante tutte le fasi del ciclo.

Non cerco di forzare la crescita e non aspetto che malattie o insetti siano già diffusi prima di osservare il campo. Gestisco nutrizione, temperatura, struttura della pianta e difesa in funzione di ciò che la coltura mi mostra.

È soprattutto nell’approccio biologico che questa attenzione diventa determinante: monitoraggio, prevenzione e tempestività devono sostituire la logica dell’intervento tardivo.

Tabella riassuntiva degli interventi

Interventi indicativi nelle diverse fasi della coltivazione delle fave
Fase della coltura Cosa osservo Intervento o prodotto Dose indicativa Obiettivo
Primo mese di sviluppo Vigore, uniformità, sintomi sospetti e presenza di insetti vettori Shore Icas 200-300 ml/100 L, 3 interventi ogni 10 giorni Sostenere la resistenza della pianta e lavorare in prevenzione
Sviluppo vegetativo e pre-fioritura Internodi lunghi, crescita eccessiva e andamento della fioritura Furia ICAS + Molibor Extra 7-8 kg/ha + 2,5 kg/ha in fertirrigazione Equilibrare lo sviluppo vegetativo e sostenere la fioritura
Comparsa degli afidi Colonie localizzate sugli apici e sulla vegetazione giovane Soptech 80 ml/hl Ridurre gli afidi attraverso un’azione fisico-meccanica
Presenza di larve di lepidotteri Erosioni fogliari e larve giovani TURI-L 1 L/ha Gestire le larve nelle prime fasi dell’infestazione
Condizioni favorevoli alle malattie fungine Umidità elevata, vegetazione fitta e primi sintomi Equisetum CHT 2-3 L/ha per via fogliare Sostenere le naturali difese della pianta
Rischio di ruggine e antracnosi Comparsa di macchie e condizioni predisponenti Azul S-Cu 200 g/100 L di acqua Inserire rame e zolfo nella strategia preventiva
Sviluppo dei baccelli Pezzatura, riempimento e qualità della produzione Ener 26 CIFO 2,5-3 kg/ha in pieno campo; 200 g/hl in serra Sostenere lo sviluppo e la qualità dei baccelli
Crescita troppo verticale Dominanza apicale e internodi lunghi Cimatura, se necessaria Intervento manuale Favorire ramificazione e fioritura più bassa
Tutto il ciclo Ristagni, stress idrico, eccesso di calore e densità della vegetazione Monitoraggio di irrigazione, ventilazione e struttura della coltura In funzione delle condizioni Mantenere la pianta equilibrata e ridurre i rischi

Le dosi riportate sono quelle di riferimento che utilizzo nella mia gestione e le modulo in funzione della fase colturale, dello sviluppo della pianta e delle condizioni ambientali.

Il prodotto è uno strumento della strategia. La prima decisione, per me, nasce sempre dall’osservazione della pianta.

FAQ sulla coltivazione delle fave

Come e quando piantare le fave?

Nelle zone con inverno mite semino generalmente le fave tra ottobre e novembre. Negli ambienti più freddi posso posticipare la semina tra febbraio e marzo, valutando sempre le condizioni climatiche locali. Posiziono i semi a circa 5-7 cm di profondità e, nella semina a postarella, utilizzo massimo 2 semi per buca.

Dove piantare le fave?

Scelgo un terreno ben drenato, con buona esposizione e senza ristagni persistenti. In serra considero inoltre fondamentale la ventilazione, perché temperature elevate e umidità possono favorire una crescita troppo verticale e aumentare il rischio di malattie fungine.

A che profondità si seminano le fave?

Semino generalmente le fave a circa 5-7 cm di profondità, adattandomi alla struttura e all’umidità del terreno. Evito sia una semina troppo superficiale, che espone il seme agli sbalzi termici e alla disidratazione, sia un interramento eccessivo, che può rallentare l’emergenza.

Quante fave mettere per buca?

Nella semina a postarella utilizzo massimo 2 semi per buca. Mantengo una densità che permetta una buona circolazione dell’aria tra le piante e riduca l’eccesso di umidità nella vegetazione.

Come accelerare la crescita delle fave?

Non cerco di accelerare indiscriminatamente la vegetazione. Per far crescere bene le fave curo soprattutto terreno, acqua, temperatura e nutrizione, evitando eccessi di azoto che possono provocare piante alte e poco equilibrate.

Nella mia strategia utilizzo Furia ICAS in fertirrigazione alla dose di 7-8 kg/ha, abbinato a Molibor Extra alla dose di 2,5 kg/ha, per accompagnare lo sviluppo vegetativo verso una fioritura più regolare.

Che concime usare per le fave?

Essendo una leguminosa azotofissatrice, evito apporti eccessivi di azoto. Nella mia strategia utilizzo Furia ICAS e Molibor Extra in fertirrigazione: Furia ICAS aiuta a sostenere l’equilibrio vegetativo, mentre Molibor Extra apporta boro e molibdeno nelle fasi che precedono e accompagnano la fioritura.

Le dosi di riferimento che utilizzo sono 7-8 kg/ha di Furia ICAS e 2,5 kg/ha di Molibor Extra.

Come aumentare la produzione di fave?

Lavoro sull’equilibrio tra vegetazione e fioritura, sulla corretta disponibilità nutrizionale e sulla gestione della pianta. Nelle fasi produttive utilizzo Ener 26 per accompagnare sviluppo, pezzatura e qualità dei baccelli: la dose di riferimento è 2,5-3 kg/ha in pieno campo oppure 200 g/hl in serra.

Quando cimare le fave?

Valuto la cimatura quando osservo una forte dominanza apicale, internodi lunghi e una crescita prevalentemente verticale. L’intervento può favorire l’emissione di getti laterali e una fioritura più distribuita nella parte bassa della pianta.

Se la pianta è già compatta e ben ramificata, non considero necessario intervenire.

Come eliminare gli afidi dalle fave?

Controllo frequentemente gli apici e intervengo quando le colonie sono ancora localizzate. Nella mia strategia utilizzo Soptech alla dose di 80 ml/hl, un prodotto ad azione fisico-meccanica.

Considero fondamentale raggiungere direttamente gli afidi con una bagnatura uniforme e accurata, soprattutto sulla vegetazione giovane e sulle parti colonizzate.

Come gestire le larve di lepidotteri sulle fave?

Controllo regolarmente foglie e germogli alla ricerca di erosioni e larve giovani. Quando rilevo un’infestazione utilizzo TURI-L alla dose di 1 L/ha, preferibilmente nelle ore serali, per intervenire sulle larve nelle prime fasi di sviluppo.

Come prevenire la ruggine delle fave?

Parto dal monitoraggio e dalla prevenzione. Mantengo la vegetazione arieggiata, evito impianti troppo fitti e intervengo prima che la ruggine sia diffusa sulla coltura.

Nella strategia preventiva posso utilizzare Equisetum CHT alla dose di 2-3 L/ha per via fogliare. In presenza di condizioni favorevoli a ruggine e antracnosi inserisco anche Azul S-Cu alla dose di 200 g per 100 litri d’acqua, secondo il programma di difesa adottato.

Come prevenire le virosi delle fave?

Non considero possibile curare una pianta già colpita da una virosi. Lavoro quindi sulla prevenzione durante le prime fasi di sviluppo, mantenendo la pianta equilibrata e controllando gli insetti vettori, soprattutto afidi e tripidi.

Nella mia strategia utilizzo Shore ICAS con tre interventi distanziati di circa 10 giorni durante il primo mese di crescita, abbinando sempre un monitoraggio attento degli insetti.

Perché le fave crescono troppo in altezza?

Quando osservo internodi molto lunghi valuto soprattutto temperatura, disponibilità di azoto e gestione vegetativa. In serra un eccesso di calore nelle prime fasi può accentuare fortemente l’allungamento.

Se la pianta presenta una forte dominanza apicale posso valutare la cimatura, così da favorire la formazione di getti laterali. Evito invece di aumentare ulteriormente l’azoto, perché potrebbe accentuare lo squilibrio vegetativo.

Quanta acqua dare alle fave?

Mantengo il terreno con una disponibilità idrica regolare senza creare ristagni. Adeguo l’irrigazione alla struttura del terreno, alla temperatura e alla fase della coltura, prestando particolare attenzione durante fioritura e sviluppo dei baccelli.

Evito sia gli stress idrici prolungati sia gli eccessi d’acqua, che possono ridurre l’ossigenazione delle radici e favorire condizioni predisponenti alle malattie.

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