Piralide del bosso Lotta Biologica - Cydalima perspectalis
Di origine asiatica introdotta accidentalmente in Italia, Cydalima perspectalis sta diventando in poco tempo un vero problema per il bosso, minacciando le piante dei vivai e moltissimi giardini italiani. Dopo averti descritto sia le larve sia gli adulti di questo insetto, ti suggeriremo alcune strategie utili per contrastarlo.
Piralide del bosso: ciclo biologico
La Cydalima perspectalis, conosciuta anche come Diaphania perspectalis oppure Glyphodes perspectalis, depone le proprie uova a gruppi, parzialmente sovrapposte l’una all’altra, al di sotto della pagina fogliare. Inizialmente di colore giallo pallido, le uova imbruniscono con la maturazione, lasciando intravedere al loro interno la testa in via di formazione e dal colore nerastro.
Una volta schiuse le uova, fuoriescono le larve di piralide del bosso, di colore verde-giallastro con caratteristiche bande nere e sottili striature bianche lungo il corpo. Le larve raggiungono fino a 4 cm di lunghezza e si nutrono delle foglie e dei germogli del bosso per circa un mese fino a maturazione. Se l'attacco è consistente, si può determinare la completa defogliazione delle piante.

Le crisalidi di colore verde con strisce nere lungo la parte dorsale misurano circa 2 cm e diventano poi di colore nocciola, marrone scuro. Si possono trovare all’interno della vegetazione, avvolte in un bozzolo biancastro ben nascosto tra le foglie.
L’adulto della piralide, invece, è una farfalla di colore bianco con apertura alare di circa 4 cm e ali con bande grigio-marroni sui bordi. In Italia compie da tre a quattro generazioni all’anno e sverna come larva in un bozzolo tessuto in autunno tra le foglie. L’anno successivo, con temperature medie superiori ai 12 gradi, la larva completa il suo sviluppo, si impupa e sfarfalla dando il via alla prima generazione. Grazie alle sue capacità di volo, è in grado di colonizzare velocemente nuovi areali ma, per raggiungere zone lontane, può anche essere trasportata su piante di bosso infestate da uova, larve e pupe provenienti da altri paesi.

Piralide del bosso: rimedi
La lotta al bruco del bosso si attua attraverso un particolare tipo di batterio presente in natura nel terreno: il Bacillus thuringiensis. Questo batterio risulta praticamente innocuo verso l'uomo e gli insetti utili. Proprio per questo motivo, in agricoltura, i prodotti a base di Bacillus possono considerarsi a tutti gli effetti strumenti molto importanti sia per l'orto di casa sia per molte colture da reddito.
Quando effettuare i trattamenti?
I trattamenti devono essere effettuati in primavera, nel periodo in cui le larve svernanti riprendono l'attività trofica, per poi essere ripetuti a ogni generazione. In questo modo, si riuscirà a mantenere costantemente basso il numero degli individui. Per un uso mirato è consigliabile eseguire un monitoraggio mediante l'uso di feromoni.
Consiglio tecnico: il monitoraggio per decidere i trattamenti di difesa deve essere pratica corrente che, sebbene un po' impegnativa, aiuta a individuare il momento corretto degli interventi, consente di evitare trattamenti superflui con notevoli risparmi economici e riduce l’impatto ambientale.
Strategia di difesa professionale
- Control DMP (dosaggio: 50-80 ml/hl)
- Xentari WG (dosaggio: 150 g/hl)
Xentari WG è un insetticida biologico selettivo nei confronti degli insetti utili e pronubi. Il nostro consiglio è quello di bagnare uniformemente la vegetazione e di ripetere il trattamento ogni 7 giorni, avendo cura di applicare il prodotto nelle ore più fresche della giornata, preferibilmente alla sera. Il Bacillus thuringiensis lavora bene a pH neutro. Per garantire la massima efficacia ed evitare di dover ripetere il trattamento, è fondamentale acidificare il pH dell'acqua utilizzata in soluzione con Control DMP. Oltre a fungere da acidificante, Control DMP migliora la capacità di assorbimento del trattamento contro la piralide grazie alla sua azione tensioattiva che aumenta la bagnabilità delle foglie.
Strategia di difesa senza patentino
- Control DMP (dosaggio: 50-80 ml/hl)
- Lepinox (dosaggio: 10 g/10 l)
Piralide del bosso: lotta biologica in giardini ed ambienti urbani
Dopo la recente revisione dei prodotti ad uso non professionale, i laboratori chimici italiani hanno sviluppato soluzioni che agiscono in maniera indiretta nei confronti del lepidottero del bosso. Fra queste, abbiamo testato l'efficacia di:
- Turi-L - senza patentino - (dosaggio: 20 ml/10 l)
Turi-L è un concime contenente micorrize, con una forte capacità di preservare e accrescere lo sviluppo della popolazione di Bacillus. Agendo per ingestione, riduce in modo consistente la presenza di larve della piralide del bosso, nonché di altri lepidotteri dannosi per le colture agrarie ed ornamentali. Il nostro consiglio è quello di utilizzarlo per aspersione e di ripetere il trattamento, per mantenerne l'efficacia, a cadenza regolare ogni 5-7 giorni, fintanto che il problema persiste, da inizio primavera fino a giugno.
In caso si voglia intraprendere la strada del trattamento convenzionale, consigliamo l'uso di:
- Acetamiprid
- Ferticus Rame Zolfo (dosaggio: 50 ml/10 l)
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