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Occhio di pavone cicloconio : prevenzione e trattamenti

Categoria : Cronologia , Olivo

L'occhio di pavone dell'olivo, conosciuto anche come cicloconio, è una delle malattie fungine più diffuse e dannose per l'olivo. È causato da Spilocaea oleagina e colpisce soprattutto le foglie, ma può interessare anche piccioli, giovani rametti e frutti.

La malattia si manifesta con macchie circolari di colore grigio chiaro o verde scuro, spesso circondate da un alone giallastro. Nei casi più gravi può causare filloptosi, indebolimento della pianta e riduzione della produttività dell'oliveto.

Occhio di pavone dell'olivo: sintomi sulle foglie

Malattie dell'ulivo: occhio di pavone o cicloconio

L'occhio di pavone, o cicloconio dell'olivo, è una malattia capace di creare danni importanti in poco tempo. È presente in molte aree olivicole e trova condizioni favorevoli soprattutto in ambienti umidi, poco ventilati e con temperature miti.

Il sintomo più riconoscibile è la comparsa, sulle foglie, di macchie tondeggianti che ricordano l'occhio presente sulle piume del pavone. Da qui deriva il nome comune della malattia.

Condizioni favorevoli per l'attacco

Le condizioni ottimali per lo sviluppo dell'occhio di pavone sono temperature intorno ai 18-20 °C e umidità prolungata per almeno 2-3 giorni. Piogge frequenti, rugiade persistenti, scarsa aerazione della chioma e impianti troppo fitti aumentano il rischio di infezione.

Varietà di olivo più sensibili

Il cicloconio non attacca tutte le varietà di olivo con la stessa intensità. Alcune cultivar risultano più sensibili e richiedono maggiore attenzione nei programmi di prevenzione.

  • Carolea
  • Coratina
  • Frantoio
  • Moraiolo
  • Pendolino

Consigli per la prevenzione dell'occhio di pavone

Tenendo conto che i fattori favorevoli allo sviluppo del fungo sono umidità e temperatura mite, è consigliabile adottare un sesto di impianto equilibrato, capace di favorire il passaggio dell'aria tra le piante.

È preferibile evitare, quando possibile, impianti in zone vallive, molto umide o poco ventilate. Anche la gestione della nutrizione è importante: le concimazioni azotate devono essere misurate ed effettuate nei periodi più adatti, come post-raccolta, fine autunno e nei mesi estivi quando necessario.

Un'accurata potatura dell'olivo, migliorando la circolazione dell'aria nella chioma, aiuta a ridurre l'aggressività del cicloconio e limita le condizioni favorevoli alla germinazione delle spore.

Periodo di sviluppo del fungo

I periodi dell'anno in cui si creano più facilmente le condizioni favorevoli allo sviluppo del fungo responsabile dell'occhio di pavone sono la primavera e l'autunno. Di conseguenza, è in queste fasi che bisogna concentrare il monitoraggio e i trattamenti preventivi.

L'incubazione della malattia può essere lunga. I sintomi degli attacchi autunnali possono comparire solo nella primavera successiva, mentre le infezioni di settembre possono manifestarsi anche dopo 15-20 giorni. Allo stesso modo, gli attacchi primaverili possono rendersi evidenti verso fine estate.

Trattamenti consigliati contro l'occhio di pavone

Per una buona prevenzione è consigliabile iniziare i trattamenti a fine marzo ed effettuare almeno due interventi fino alla seconda metà di maggio. In autunno, il primo trattamento può essere programmato da settembre fino alla seconda metà di ottobre. Nelle aree meridionali, se le condizioni climatiche restano favorevoli allo sviluppo del fungo, può essere utile assicurare una copertura anche nei primi giorni di novembre.

Il fungicida più utilizzato per la prevenzione e la lotta all'occhio di pavone è il rame, o più precisamente i fungicidi a base di rame, ammessi anche in agricoltura biologica se impiegati secondo etichetta e normativa vigente.

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Fungicidi consigliati

Tra i prodotti consigliati per la gestione dell'occhio di pavone dell'olivo troviamo soluzioni rameiche ad azione preventiva, da impiegare nei momenti in cui il rischio infettivo è più alto.

Cobre Nordox è un prodotto rameico molto micronizzato, adesivo, persistente e resistente al dilavamento operato dalle piogge. L'aggiunta di un coadiuvante aiuta a fissare meglio il prodotto alla vegetazione, ridurre l'effetto deriva e prolungare la persistenza del trattamento.

I prodotti disponibili in commercio sono diversi, ma i formulati a base di rame restano tra i più utilizzati perché efficaci anche nei confronti di altre problematiche dell'olivo, come rogna e lebbra. In alternativa, è possibile valutare un fertilizzante a base di rame e zinco acquistabile senza patentino:

L'azione combinata di zinco e rame è favorevole per la pianta: lo zinco è un microelemento importante per molte funzioni vitali e contribuisce all'ispessimento delle pareti cellulari, rendendo la vegetazione più sana e più resistente agli stress.

Sintomi di occhio di pavone su foglie di olivo

Periodi di trattamento

Volendo fissare un riferimento fenologico, il primo trattamento post-invernale può essere eseguito quando la vegetazione manifesta i primi segnali di ripresa vegetativa. Il secondo intervento può essere effettuato quando si sono formati 3-4 nodi.

Nel periodo autunnale, invece, è bene intervenire quando le temperature medie calano sotto i 25 °C e si verificano piogge, rugiade persistenti o condizioni di umidità elevata per due o tre giorni consecutivi.

Influenza del clima

Le mutate condizioni climatiche, con scarsa piovosità e temperature più elevate, possono rendere meno aggressivo questo fungo in alcune aree. Tuttavia, in zone particolari, con esposizione a est, impianti intensivi o superintensivi e chiome poco arieggiate, è bene non abbassare la guardia.

Con i trattamenti rameici contro il cicloconio si effettua spesso anche una protezione indiretta nei confronti della lebbra dell'olivo (Colletotrichum gloeosporioides) e della rogna dell'olivo (Pseudomonas savastanoi), patologie capaci di compromettere qualità e quantità della produzione.

Spennellatura del tronco

Quando l'agricoltura era più legata alle pratiche tradizionali, era molto diffusa la spennellatura dei tronchi con prodotti come calce, sterco bovino o soluzioni rameiche. Questa pratica aveva lo scopo di limitare la risalita di spore fungine e batteri lungo il tronco e le branche principali.

Oggi questa tecnica è meno praticata per motivi di praticità, ma in alcuni contesti può essere riscoperta come intervento integrativo. Trattare a fine inverno tronchi e branche primarie con una soluzione rameica, ad esempio Cobre Nordox a 1-2 kg in 100 litri d'acqua, può contribuire a ridurre la pressione di cicloconio, rogna e lebbra.

Occhio di pavone dell'olivo: prevenzione e trattamento

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