Cerca nel blog

Nitrato di potassio: a cosa serve e come usarlo in agricoltura

Ultimo aggiornamento: settembre 2026

Articolo redatto dal team tecnico Perfarelalbero.it (agronomi e consulenti che seguono quotidianamente coltivazioni professionali, orti, frutteti, tappeti erbosi e piante ornamentali).

A cura di Maurizio Tancredi, agronomo di Perfarelalbero.it, laureato presso la Scuola di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari ed Ambientali dell'Università degli Studi della Basilicata.

Il nitrato di potassio è uno dei fertilizzanti più utilizzati in agricoltura, ma anche uno di quelli sui quali, nel mio lavoro quotidiano al fianco degli agricoltori, ricevo più domande: quando conviene utilizzarlo? Quanto ne serve? È indicato per l’ingrossamento dei frutti? Si può distribuire per via fogliare? Quando è preferibile al solfato di potassio?

Sono dubbi comprensibili, perché dietro un prodotto apparentemente semplice c’è una valutazione agronomica importante: il nitrato di potassio non apporta soltanto potassio, ma anche azoto nitrico. La sua efficacia dipende quindi dalla fase fenologica, dal vigore della pianta, dal carico produttivo e da ciò che è già stato distribuito.

In questo articolo voglio partire proprio dalle situazioni che incontro più frequentemente in campo e dalle domande degli agricoltori per chiarire a cosa serve il nitrato di potassio, quando utilizzarlo, come definirne le dosi e in quali casi può essere più opportuno scegliere una diversa fonte di potassio.

Nitrato di potassio utilizzato per la nutrizione delle colture
Il nitrato di potassio è una fonte di azoto nitrico e potassio utilizzata soprattutto in fertirrigazione nelle fasi di maggiore richiesta nutrizionale della coltura.

Indice

Vuoi ricevere consigli tecnici per gestire meglio la nutrizione delle tue colture?

Ogni intervento nutrizionale va valutato in funzione della fase fenologica, dello stato della pianta e dell’obiettivo produttivo. Nella newsletter di Perfarelalbero condividiamo indicazioni tecniche, esperienze di campo e approfondimenti pratici per aiutarti a scegliere quando intervenire e con quale strategia.

Iscriviti alla newsletter e ricevi i consigli dei nostri agronomi direttamente nella tua email.

In più, per te 8% di sconto sul primo acquisto (solo per privati).

Mi voglio registrare

A cosa serve il nitrato di potassio

Il nitrato di potassio, o nitrato potassico, ha formula chimica KNO₃.

In agricoltura viene impiegato come concime NK perché apporta:

  • azoto nitrico, prontamente disponibile per la pianta;
  • potassio, elemento coinvolto nella regolazione degli scambi idrici, nell’attività enzimatica, nel trasporto degli zuccheri e nella qualità dei frutti.

Per questo trova particolare interesse nelle fasi in cui la coltura presenta una richiesta contemporanea di azoto e potassio, soprattutto durante lo sviluppo vegetativo, dopo l’allegagione e durante l’accrescimento dei frutti.

Il potassio contribuisce alla consistenza dei tessuti e alla regolazione dell’equilibrio idrico della pianta. Attraverso il controllo dell’apertura e della chiusura degli stomi e dei processi osmotici, favorisce un utilizzo più efficiente dell’acqua e aiuta la coltura a mantenere turgore e funzionalità anche nei periodi di maggiore richiesta idrica e termica. Una corretta nutrizione potassica rappresenta quindi un elemento importante nella gestione degli stress abiotici e nel mantenimento dell’efficienza fisiologica della pianta.

Quando conviene utilizzare il nitrato di potassio?

Nella pratica agronomica è proprio qui che bisogna fare la distinzione più importante.

Durante l’accrescimento dei frutti aumenta generalmente la richiesta di potassio. È quindi frequente che l’agricoltore mi chieda:

“I frutti si trovano in fase di accrescimento: posso utilizzare nitrato di potassio?”

La risposta dipende dallo stato della coltura.

Se osservo una pianta con buon carico produttivo e vegetazione equilibrata, l’apporto contemporaneo di azoto nitrico e potassio può essere coerente con la fase.

Se invece la pianta è già molto vigorosa, con germogli sviluppati e vegetazione abbondante, continuare ad apportare azoto soltanto per aumentare il potassio può non essere la scelta migliore.

È una situazione che incontro spesso su quasi tutte le colture orticole e frutticole.

Prima di consigliare l’intervento valuto quindi:

  • vigore della vegetazione;
  • carico di frutti;
  • fase fenologica;
  • epoca di raccolta;
  • quantità di azoto già distribuita.

Questo è probabilmente l’aspetto più importante da ricordare: il nitrato di potassio non va scelto semplicemente perché serve potassio, ma quando alla coltura servono contemporaneamente potassio e azoto nitrico.

Come si usa il nitrato di potassio in fertirrigazione

L’elevata solubilità rende il nitrato di potassio particolarmente adatto alla fertirrigazione, perché permette di frazionare gli apporti e adattarli con precisione alle esigenze della coltura durante il ciclo produttivo.

Quando imposto un intervento considero sempre:

  • qualità dell’acqua;
  • conducibilità;
  • presenza di bicarbonati;
  • concentrazione della soluzione;
  • rapporto di iniezione;
  • fertilizzanti già presenti nel programma nutrizionale.

Dal punto di vista tecnico preferisco ragionare sulle unità fertilizzanti apportate per ettaro, piuttosto che limitarmi ai grammi di prodotto per litro.

Per esempio, distribuendo 50 kg/ha di un nitrato di potassio con 13,5% di azoto e 46,2% di K₂O, si apportano circa:

  • 6,75 kg/ha di azoto;
  • 23,1 kg/ha di K₂O.

È questo dato che utilizzo per verificare se l’intervento è coerente con il fabbisogno della coltura e con quanto è già stato distribuito.

Multi-K pHast: il nitrato di potassio che utilizzo in fertirrigazione

Nelle aziende che seguo utilizzo con particolare interesse Multi-K pHast di Haifa, un nitrato di potassio cristallino completamente idrosolubile che apporta 13,5% di azoto nitrico e 46,2% di K₂O.

La caratteristica che considero più interessante è la reazione acida della soluzione, con un pH indicativo di circa 4. In presenza di acque dure o ricche di bicarbonati, questa proprietà aiuta a gestire meglio la soluzione nutritiva e a limitare la formazione di depositi calcarei negli impianti di microirrigazione.

La formulazione presenta inoltre un contenuto molto basso di cloro e sodio, caratteristica importante soprattutto quando lavoro su colture sensibili o in condizioni di salinità già elevata.

La sua elevata solubilità consente una preparazione rapida della soluzione e una distribuzione uniforme attraverso l’impianto. Questo mi permette di frazionare gli apporti di azoto nitrico e potassio seguendo più da vicino la curva di assorbimento della coltura, evitando interventi troppo concentrati.

Come riferimento operativo considero generalmente:

  • 40–80 kg/ha per intervento;
  • 0,5–1,5 g/L nella soluzione distribuita.

La dose definitiva viene sempre modulata in funzione di coltura, fase fenologica, carico produttivo, qualità dell’acqua e unità fertilizzanti già apportate.

Multi-K pHast: caratteristiche tecniche e dosi

Multi-K pHast: caratteristiche tecniche e dosi
Caratteristica Multi-K pHast
Tipologia Nitrato di potassio cristallino idrosolubile a reazione acida
Azoto (N) 13,5% – interamente in forma nitrica
Ossido di potassio (K₂O) 46,2% solubile in acqua
Potassio (K) 38,4%
pH Circa 4,0 in soluzione al 10%
Solubilità a 20 °C 31,6 g/100 g H₂O
Impiego Fertirrigazione
Dose indicativa 40–80 kg/ha per intervento
Concentrazione indicativa in linea 0,5–1,5 g/L
Quando lo considero particolarmente utile Acque dure o ricche di bicarbonati e fasi con richiesta contemporanea di azoto nitrico e potassio

Nitrato di potassio sugli agrumi

Sugli agrumi utilizzo il nitrato di potassio soprattutto durante l’accrescimento dei frutti e nelle fasi in cui aumenta la richiesta di potassio, sempre valutando contemporaneamente la quota di azoto nitrico che introduco con l’intervento.

Prima di definire dose e frequenza considero:

  • carico produttivo;
  • vigore vegetativo;
  • azoto già distribuito;
  • fase di accrescimento e periodo di maturazione;
  • salinità del terreno;
  • qualità dell’acqua irrigua.

Un agrumeto con buon carico produttivo e vegetazione equilibrata può beneficiare dell’apporto contemporaneo di azoto nitrico e potassio. In presenza invece di piante molto vigorose e poco cariche, valuto con maggiore attenzione l’opportunità di incrementare ulteriormente la componente azotata.

Nella pratica, con un nitrato di potassio a titolo 13,5% N e 46,2% K₂O, considero come riferimento 40–80 kg/ha per intervento, modulando la dose in funzione della produzione, dello stato nutrizionale della coltura e degli apporti già effettuati. Preferisco frazionare la quantità complessiva in più interventi, così da seguire più precisamente l’evoluzione del fabbisogno durante l’accrescimento.

Con acque dure o ricche di bicarbonati, una formulazione a reazione acida come Multi-K pHast può offrire un ulteriore vantaggio nella gestione della soluzione nutritiva e dell’impianto irriguo.

Avvicinandosi alla maturazione, verifico sempre se alla necessità di potassio corrisponda ancora un reale fabbisogno di azoto: se l’obiettivo diventa prevalentemente qualitativo, posso orientarmi verso una fonte potassica con apporto azotato ridotto o assente.

Nitrato di potassio sulla vite: quando e come usarlo

Sulla vite valuto l’impiego del nitrato di potassio soprattutto durante le fasi di accrescimento degli acini, quando aumenta la richiesta di potassio e diventa importante mantenere un corretto equilibrio tra attività vegetativa e carico produttivo.

Nell’uva da tavola, in particolare, considero contemporaneamente:

  • sviluppo e accrescimento degli acini;
  • attività e vigore della chioma;
  • consistenza dei tessuti;
  • rapporto vegeto-produttivo;
  • epoca prevista di raccolta.

Una vite con elevato carico produttivo e vegetazione equilibrata può beneficiare dell’apporto contemporaneo di azoto nitrico e potassio. Al contrario, in presenza di forte vigore, internodi molto sviluppati e vegetazione abbondante, con l’avanzare della maturazione valuto con maggiore attenzione la quota di azoto introdotta attraverso il nitrato potassico.

Nella pratica, con un nitrato di potassio a titolo 13,5% N e 46,2% K₂O, considero come riferimento 40–80 kg/ha per intervento, modulando la dose in funzione del carico produttivo, del vigore e degli apporti effettuati in precedenza. Preferisco frazionare la quantità complessiva in più interventi, soprattutto durante l’accrescimento, per seguire più precisamente il fabbisogno della coltura.

Avvicinandosi all’invaiatura e alla maturazione, la valutazione cambia: se la vite ha ancora necessità sia di azoto sia di potassio posso continuare a utilizzare il nitrato potassico; se invece l’obiettivo è aumentare esclusivamente l’apporto di potassio, senza sostenere ulteriormente la vegetazione, considero più appropriata una fonte potassica con apporto azotato ridotto o assente.

Dal punto di vista agronomico, quindi, sulla vite non definisco la dose soltanto in funzione della fase fenologica: la collego sempre al bilancio tra vigore, produzione e quota di azoto già disponibile, perché è questo equilibrio a determinare se il nitrato di potassio rappresenta realmente la fonte più adatta in quel momento.

Nitrato di potassio su fruttiferi e colture orticole

Nei fruttiferi valuto l’impiego del nitrato di potassio soprattutto in relazione al carico produttivo e all’equilibrio vegeto-produttivo. Una pianta con molti frutti e vegetazione equilibrata presenta infatti una richiesta nutrizionale diversa rispetto a una pianta poco produttiva e molto vigorosa.

Durante l’accrescimento dei frutti, il potassio assume un ruolo importante nella traslocazione degli assimilati, nell’equilibrio idrico e nei processi che determinano pezzatura, consistenza e qualità della produzione. Prima di intervenire considero sempre anche la quota di azoto nitrico apportata, soprattutto nelle fasi più avanzate del ciclo.

Nella pratica, con un nitrato di potassio a titolo 13,5% N e 46,2% K₂O, utilizzo come riferimento 40–80 kg/ha per intervento, modulando la dose in funzione della coltura, del carico produttivo e degli apporti già effettuati. Preferisco normalmente frazionare la quantità prevista in più interventi, piuttosto che concentrare l’apporto in un’unica somministrazione.

Nelle colture orticole da frutto, come pomodoro, peperone, melanzana e cucurbitacee, il nitrato di potassio trova frequentemente spazio durante allegagione, formazione e accrescimento dei frutti, quando aumenta la richiesta di potassio.

Anche in questo caso utilizzo indicativamente 40–80 kg/ha per intervento, adattando frequenza e quantità alla curva di assorbimento della coltura. Il frazionamento consente di mantenere una disponibilità più regolare di azoto nitrico e potassio nella rizosfera, limitando eccessi di concentrazione e rendendo la nutrizione più coerente con il reale fabbisogno della pianta.

Nota tecnica: 50 kg/ha di un nitrato potassico 13,5-0-46,2 apportano circa 6,75 kg/ha di azoto e 23,1 kg/ha di K₂O. È questo il dato che considero nel bilancio nutrizionale prima di definire dose e frequenza degli interventi.

Nitrato di potassio o solfato di potassio?

È un’altra domanda frequente.

La differenza principale è nella composizione:

  • il nitrato di potassio apporta azoto nitrico e potassio;
  • il solfato di potassio apporta potassio e zolfo, senza azoto.

Non si può quindi dire che uno sia sempre migliore dell’altro.

Se alla coltura servono contemporaneamente azoto e potassio, il nitrato potassico può essere la scelta più adatta.

Se invece si vuole apportare potassio senza incrementare ulteriormente l’azoto, il solfato di potassio può essere più coerente con l’obiettivo nutrizionale.

La scelta dipende quindi dalla condizione reale della pianta, non soltanto dalla solubilità o dal titolo del fertilizzante.

Apporto potassico fogliare: quando e come intervenire

Quando voglio aumentare rapidamente la disponibilità di potassio attraverso la foglia, valuto innanzitutto la fase fenologica e l’obiettivo dell’intervento. Nelle fasi di accrescimento, invaiatura e maturazione, un apporto potassico fogliare mirato può sostenere i processi legati a traslocazione degli zuccheri, colorazione, consistenza e qualità finale dei frutti.

Nelle aziende che seguo utilizzo principalmente due soluzioni: AGRO-K Cosmocel e AQUOS K ICAS.

AGRO-K Cosmocel PK 31-52 è una formulazione fogliare ad elevato titolo di fosforo e potassio, arricchita con L-amminoacidi, acidi umici e fulvici ed estratti organici. La considero soprattutto quando, oltre al potassio, voglio apportare anche una quota importante di fosforo nelle fasi di fioritura, allegagione e sviluppo del frutto.

AQUOS K ICAS è invece un concime NK 3-33 con potassio chelato con EDTA, formulato anche per l’assorbimento fogliare. Lo utilizzo soprattutto dall’invaiatura alla maturazione, quando l’obiettivo è sostenere in modo più specifico i processi di maturazione, pigmentazione e accumulo degli zuccheri. Le applicazioni vengono generalmente ripetute ogni 10–15 giorni, modulando le dosi in funzione della coltura e dello stato vegetativo, con indicazioni orientative di 400–500 g/hl sulle colture arboree e 300–500 g/hl sulle colture orticole.

Prodotti per l’apporto potassico fogliare

Prodotti per l’apporto potassico fogliare
Caratteristica AGRO-K Cosmocel AQUOS K ICAS
Tipologia Concime fogliare PK Concime fogliare NK
Composizione P₂O₅ 31% + K₂O 52% N 3% + K₂O 33%
Componenti caratterizzanti L-amminoacidi 4%, acidi umici e fulvici 2%, estratti organici 2% Potassio chelato con EDTA
Fase di impiego Fioritura, allegagione e sviluppo del frutto Dall’invaiatura alla maturazione
Obiettivo agronomico Apporto fogliare combinato di fosforo e potassio Maturazione, pigmentazione e accumulo degli zuccheri
Dose fogliare Secondo indicazioni di etichetta Arboree: 400–500 g/hl; orticole: 300–500 g/hl
Frequenza Secondo indicazioni di etichetta Ogni 10–15 giorni, secondo necessità

Nella scelta tra i due considero quindi soprattutto fase fenologica e obiettivo nutrizionale: AGRO-K quando voglio associare un elevato apporto di fosforo e potassio; AQUOS K quando, dall’invaiatura in avanti, voglio concentrare maggiormente l’intervento sulla nutrizione potassica fogliare e sui processi di maturazione.

Haifa Multicote Agri: fertilizzante NPK a cessione controllata per una nutrizione equilibrata 

In contesti colturali caratterizzati da un ciclo gestionale di medio-lungo periodo, oppure in sistemi in cui non è tecnicamente sostenibile effettuare apporti fertilizzanti ravvicinati, la mia priorità diventa garantire una disponibilità nutrizionale costante e a rilascio progressivo nel tempo. Questa esigenza si riscontra frequentemente nelle concimazioni di fondo, nelle fasi di pre-semina o pre-trapianto  e in tutti quei sistemi colturali in cui si mira a ridurre la frequenza degli interventi mantenendo al contempo un livello adeguato e stabile di elementi nutritivi nella rizosfera.

In queste condizioni utilizzo Haifa Multicote Agri NPK 19-20-20, un concime complesso a base di azoto, fosforo e potassio progettato per la nutrizione al terreno con rilascio controllato degli elementi nutritivi.

La sua caratteristica principale è la presenza di una quota di azoto a cessione programmata, che consente un rilascio più graduale dei nutrienti nel tempo, migliorando l’efficienza della concimazione e riducendo le perdite per dilavamento. Il potassio presente nella formulazione deriva inoltre da nitrato di potassio Multi-K, elemento che contribuisce alla qualità complessiva della nutrizione potassica.

È un fertilizzante che utilizzo per:

  • supportare la coltura nelle fasi iniziali e di sviluppo;
  • garantire una nutrizione più costante nel tempo;
  • ridurre la necessità di interventi frequenti;
  • migliorare l’efficienza d’uso dei nutrienti nel terreno.

La formulazione NPK 19-20-20 fornisce un apporto bilanciato dei tre macroelementi principali, risultando utile in programmi di concimazione di fondo o di copertura, in funzione delle esigenze della coltura e della strategia agronomica che adotto.

Haifa Multicote Agri si inserisce quindi nei piani di fertilizzazione come strumento per una nutrizione progressiva e sostenuta nel tempo, particolarmente utile quando voglio accompagnare la coltura lungo il ciclo produttivo con una disponibilità costante di elementi nutritivi.

Dosi indicative di Haifa Multicote Agri NPK 19-20-20

Dosi indicative di Haifa Multicote Agri NPK 19-20-20
Coltura Epoca / modalità di applicazione Dose
Pomodoro da industria Pre-semina o pre-trapianto 300–400 kg/ha
Localizzato alla sarchiatura post-trapianto 100–200 kg/ha
Patata Pre-semina 400–800 kg/ha
Colture orticole Pre-semina o pre-trapianto 600–1000 kg/ha
Dopo allegagione e nelle fasi determinanti per la qualità 100–200 kg/ha
Fragola Pre-trapianto 300–500 kg/ha
Fruttiferi Ripresa vegetativa, fine inverno 200–400 kg/ha
Vite da vino Ripresa vegetativa, fine inverno 200–300 kg/ha
Vite da tavola Ripresa vegetativa, fine inverno 600–700 kg/ha
Olivo Fine inverno o post-raccolta 2–8 kg/pianta
Barbatelle e vivai Lavorazioni preparatorie, pre-trapianto 300–500 kg/ha
Colture ornamentali Ripresa vegetativa / fine primavera 4–6 kg/100 m²
Prima della pausa autunnale 2–4 kg/100 m²
Piante ornamentali Nella buca di trapianto 100–150 g/buca
Piante a dimora, nella proiezione della chioma 20–200 g/pianta

Le dosi riportate sono valori di riferimento e devono essere adattate alla coltura, alla fertilità del terreno, al livello produttivo e al programma di concimazione aziendale.

Una considerazione dall’esperienza di campo

Uno degli errori che osservo più frequentemente è cercare di correggere ogni fase della coltura aggiungendo un nuovo fertilizzante.

La pianta, però, non ragiona per prodotti.

Prima di modificare un programma nutrizionale cerco sempre di ricostruire: 

  • cosa è stato distribuito; 
  • quanto è stato distribuito;
  • come la pianta sta reagendo.

A volte la scelta corretta è aggiungere nitrato di potassio. Altre volte, soprattutto nelle fasi più avanzate del ciclo, preferisco separare l’esigenza potassica da quella azotata e intervenire con una fonte di potassio più specifica. Quando voglio lavorare rapidamente attraverso la vegetazione, posso ricorrere anche a un apporto potassico fogliare, scegliendo la formulazione in funzione della fase fenologica e dell’obiettivo: un PK ad alto titolo come AGRO-K Cosmocel nelle fasi di sviluppo del frutto, oppure AQUOS K ICAS dall’invaiatura in avanti, quando il focus si sposta maggiormente su maturazione, pigmentazione e accumulo degli zuccheri. 

In altri casi il limite non è nutrizionale ma dipende da irrigazione, salinità o funzionalità dell’apparato radicale.

È per questo che la concimazione deve essere letta come un equilibrio tra pianta, produzione, terreno e acqua, non come una semplice successione di prodotti.

FAQ sul nitrato di potassio

A cosa serve il nitrato di potassio?

Il nitrato di potassio apporta contemporaneamente azoto nitrico e potassio. Viene utilizzato quando la coltura necessita di entrambi gli elementi, soprattutto durante lo sviluppo vegetativo, dopo l’allegagione e nelle fasi di accrescimento dei frutti.

Quando dare il nitrato di potassio?

Il momento di applicazione dipende dalla coltura e dal suo stato vegeto-produttivo. Può essere utilizzato dopo l’allegagione e durante l’accrescimento dei frutti, quando alla richiesta di potassio si associa anche un fabbisogno di azoto nitrico. Prima dell’intervento considero sempre vigore, carico produttivo, fase fenologica e concimazioni già effettuate.

Qual è il dosaggio del nitrato di potassio per litro?

Il dosaggio dipende dalla formulazione e dal tipo di applicazione. Per Multi-K pHast, le indicazioni tecniche riportano 0,5–1,5 g/litro nella soluzione distribuita in fertirrigazione. La concentrazione deve comunque essere adattata alla coltura, alla qualità dell’acqua e al programma nutrizionale.

Il nitrato di potassio si può utilizzare per via fogliare?

Sì, quando la formulazione è prevista per questo impiego. Prima di scegliere l’intervento valuto però quale sia l’obiettivo nutrizionale: se voglio apportare contemporaneamente azoto nitrico e potassio posso utilizzare una formulazione specifica di nitrato potassico; se invece voglio concentrare maggiormente l’intervento sulla nutrizione potassica fogliare, considero formulazioni dedicate come AGRO-K Cosmocel o AQUOS K ICAS, scegliendole in funzione della fase fenologica e della composizione che voglio apportare.

Quando dare il nitrato di potassio agli agrumi?

Sugli agrumi può essere inserito nella fertirrigazione durante l’accrescimento dei frutti e nelle fasi di maggiore richiesta potassica. Prima dell’applicazione valuto però anche il vigore della pianta e la quantità di azoto già distribuita, perché il nitrato di potassio apporta entrambi gli elementi.

Qual è la differenza tra nitrato e solfato di potassio?

Il nitrato di potassio apporta azoto nitrico e potassio, mentre il solfato di potassio apporta potassio e zolfo senza fornire azoto. Se la coltura necessita contemporaneamente di azoto e potassio può essere più indicato il nitrato; quando invece voglio aumentare l’apporto potassico senza introdurre altro azoto, posso orientarmi verso il solfato.

Il nitrato di potassio è pericoloso?

Il nitrato di potassio deve essere conservato, manipolato e utilizzato nel rispetto dell’etichetta e della scheda di sicurezza della specifica formulazione. In campo è inoltre importante rispettare le dosi e le modalità di applicazione previste, evitando concentrazioni improprie e miscele non verificate.

Il nitrato di potassio può bruciare le piante?

Un impiego a concentrazioni eccessive o in condizioni ambientali non idonee può determinare fenomeni di fitotossicità, soprattutto nelle applicazioni fogliari. Per questo consiglio di rispettare le dosi indicate, evitare le ore più calde e intervenire su vegetazione in buone condizioni idriche. 

Conclusioni

Il nitrato di potassio è una fonte nutrizionale ad elevata efficienza agronomica, particolarmente interessante quando la coltura richiede contemporaneamente azoto nitrico prontamente disponibile e potassio. Nella mia valutazione tecnica non considero però il prodotto in modo isolato: lo inserisco sempre nel bilancio nutrizionale della coltura, tenendo conto di fase fenologica, vigore, carico produttivo, dotazione del terreno, qualità dell’acqua e apporti già effettuati.

Il punto decisivo è verificare se, nella fase in cui intervengo, alla richiesta di potassio corrisponde anche un effettivo fabbisogno di azoto nitrico. Se questa condizione è presente, il nitrato di potassio rappresenta una soluzione molto funzionale, soprattutto in fertirrigazione, dove posso frazionare gli apporti e modulare con precisione le unità fertilizzanti.

Quando invece l’obiettivo è incrementare il potassio senza aumentare ulteriormente la quota di azoto nitrico, valuto fonti e modalità di applicazione differenti. Posso quindi orientarmi verso una nutrizione potassica fogliare, utilizzando formulazioni specifiche come AGRO-K Cosmocel o AQUOS K ICAS, oppure scegliere altre fonti potassiche in funzione della fase e dell’obiettivo produttivo. Se, al contrario, devo impostare una nutrizione più completa e prolungata al terreno, considero formulazioni NPK a cessione controllata come Haifa Multicote Agri NPK 19-20-20. 

È questo approccio che applico in campo: partire dallo stato reale della coltura, definire il fabbisogno e solo dopo scegliere la fonte nutritiva più coerente con l’obiettivo produttivo.

Servizio di consulenza agronomica online di Perfarelalbero.it
Richiedi una consulenza telefonica con il team agronomico di Perfarelalbero.it per definire un programma di fertirrigazione adatto alla coltura e alle condizioni aziendali.

Condividi

Articoli correlati

Categorie del blog

Tutti gli articoli
Prodotto aggiunto ai preferiti