Articolo redatto dall'agronomo Franco Quinto

quinagra.sherena@gmail.com 

 

Indice

Xylella Fastidiosa: la conosci, la combatti

Strategie di difesa su come combattere la Xylella

Interventi da effettuare a prescindere dopo la raccolta delle olive

Pratiche agronomiche consigliate

Conclusioni

oliveto

Una guida per la conduzione dell’olivo e difesa fitopatologica con particolare attenzione come combattere la Xylella. Siamo convinti che non si può progettare la difesa indipendentemente dalla nutrizione delle piante, e che una buona nutrizione è già di per sé un’azione di prevenzione,  riteniamo quindi di suggerire un programma completo di  interventi mirati per nutrizione, prevenzione e difesa.

 

 Xylella Fastidiosa: la conosci, la combatti

Xylella fastidiosa è un batterio fitopatogeno da quarantena appartenente alla famiglia Xanthomonadaceae, responsabile di gravi malattie in numerose specie vegetali.

Ma come si trasmette la Xylella? E’ trasmesso da insetti vettori che si nutrono della linfa grezza, come la sputacchina (Philaenus spumarius), il principale vettore in Europa. Il batterio colonizza i vasi xilematici delle piante, ostacolando fino a bloccare la circolazione della linfa e quindi  dei nutrienti . La conseguenza è un lento ma inarrestabile declino della vegetazione e progressivo  disseccamento dei rami, che può culminare nella morte della pianta. Ritenuta una delle minacce più serie per l’olivicoltura mediterranea, Xylella f. è soggetta a misure di contenimento e monitoraggio obbligatorie a livello europeo.

xylella-fastidiosa

 

 Strategie di difesa su come combattere la Xylella

La xylella è sempre esistita, in Italia e nel mondo,  ma non si è avvertita la presenza perché contenuta entro limiti fisiologici dall’equilibrio naturale e quindi  dalla capacità di autodifesa della pianta stessa.  Le domande da farsi sono:                        

  1. Quali sono le cause che provocano e favoriscono la virulenza del batterio?                         
  2. Come rinforzare la pianta e ripristinare la sua capacità di autodifesa e resilienza?                                                
  3. Come prevenire,  contenere i danni  e combattere  i possibili attacchi?                                                             

La nostra esperienza  consiglia di  agire innanzitutto  sulla salute della pianta per attivare e rafforzare  le autodifese che passa attraverso una buona ed equilibrata nutrizione, potatura e irrigazione, e nel ristabilire un ambiente favorevole alla vita delle piante a livello suolo, nel suolo. La Natura è equilibrio e tutto ciò che turba e distrugge quell’equilibrio provoca  reazioni  e conseguenze quali il sopravvento di un patogeno cattivo  su un suo antagonista buono , lo limita e  gli impedisce di assolvere al suo compito di protezione della pianta ospite. E’ risaputo che l’utilizzo esagerato e incontrollato della chimica(diserbanti, insetticidi, concimi chimici molto acidi) unitamente alla ridotta piovosità, ha turbato l’equilibrio del ph del terreno modificando il microbiota ,  limitando e modificando quindi l’offerta e la disponibilità di nutrienti utili alla vita della pianta, limitandone l’energia e quindi la resilienza e rendendola più vulnerabile all’attacco di patogeni che si sviluppano molto più velocemente su piante deboli. Proponiamo qui di seguito un programma di interventi mirati per periodo.     

 

 

 Interventi da effettuare a prescindere dopo la raccolta delle olive

Trattamento con Welgro Cu Zn a 250 gr/hl , lo scopo è quello di ispessire la membrana cellulare grazie al robusto apporto di Zinco(30%) e impedire l’ingresso attraverso le ferite prodotte con la raccolta di funghi e batteri, in particolare Rogna dell'olivo e Xylella, grazie all’apporto di Ossido Rameoso(30%) oltre a bonificare da spore di Occhio di Pavone e Lebbra dell'olivo

Concimazione organica con Orga-Kem 10-5-5 con 10 ql/ha oppure da 1 a 3 kg/pianta in base alla sua grandezza. (o in alternativa Oliveto 15-5-6 + Bo+Zn+Fe) Dove c’è presenza accertata di xylella è necessario distribuire alla base delle piante 50 gr di Micosat F Olivo, e interrare con una lieve erpicatura. Pratica comunque utile a prescindere da effettuare con terreno umido o in previsione di piogge

Fine inverno (gennaio – febbraio)

Trattamento a tronchi e branche primarie con Cobre Nordox 1-2 kg/hl + Olio di Soia Max 85 a 200 ml/hl. Azione disinfettante e protettiva contro funghi e batteri  patogeni quali Xylella, Rogna che risalgono dal terreno lungo i tronchi, e spore di occhio di pavone e lebbra che svernano negli anfratti della corteccia.

Febbraio- marzo : per via fogliare 

(due o tre volte fino a inizio fioritura)

  • Kyprion alla dose di 200-300 ml/hl (oppure Cobre Nordox se il trattamento cade dopo la potatura) 
  • Welgro Complex: 200 gr/hl
  • Phylen: 500-600 ml/hl  e nei casi dove vi sono segnali e sintomi di xylella aggiungi
  • Vitaseve a 500 ml/hl che agisce a livello vascolare(necessario in caso di manifesti sintomi di xylella 

Trattamento fogliare con azione  curativa grazie a rame di Kyprion che entra in circolo e colpisce il batterio già presente nella linfa delle piante. Vitaseve influisce e migliora la circolazione linfatica perchè agisce direttamente sui vasi occlusi dal batterio della Xylella.

 

Concimazione di fondo

Dopo la potatura delle olive, (o dopo una grandinata o dopo una gelata)  si dovrà intervenire con trattamenti a base di rame: Cobre Nordox a 200 gr/hl +Olio di Soia Max 80 a 200 ml/hl per impedire ai batteri, Rogna delle olive e Xylella, di penetrare attraverso le ferite prodotte con la pratica della potatura, o dagli eventi metereologici.

Marzo,Aprile, Maggio si dovrà intervenire per prevenire attacchi di occhio di pavone, e nutrire la pianta per aumentare la fioritura e l’allegagione, trattamenti utili anche a contenere eventuale presenza di xylella : 

         

Maggio-Giugno inizio e durante la fioritura

Luglio e agosto

In questi mesi le temperature elevate influiscono molto sul benessere della pianta, usare   Clay-R  a 2,5 -5 lt/hl(se si impiega la dose minore intervenire 2 volte a 10-15 gg) , ricoprirà la pianta con uno strato di caolino chiaro che ridurrà l’impatto delle radiazioni solari e al contempo servirà come difesa dalla mosca olearia

Agosto e Settembre

Occorre intervenire contro la mosca dell’olivo e prevenire attacchi di Lebbra e occhio di pavone, se già trattato con  con Clay-R , può essere risolutivo un ulteriore intervento con questo prodotto a dose di 2,5 lt/hl. Per aumentare la resa in olio in agosto si potranno effettuare 1 o 2 trattamenti con Aquos-K a 500 ml/hl +Chelal Mo a 50-100 ml/hl + Inex-A a 30 ml.                                                             

Tutto quanto fin qui consigliato ha un bassissimo impatto ambientale, fatta eccezione per i concimi fogliari, tutto il resto è ammesso in agricoltura biologica.


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 Pratiche agronomiche consigliate

Per aumentare la resilienza dell'oliveto, vanno adottate buone pratiche colturali:

  1. Stop ai diserbi chimici, controllare l’inerbimento con sfalci, trinciature o sarchiature superficiali, evitare arature o rippature oltre i 10-15 cm,  si avrà un graduale miglioramento della struttura del terreno e un significativo aumento della sostanza organica.
  2. Potature bilanciate e annuali praticate a fine inverno che deve avere come obiettivo  anche quello di proporzionare la chioma al potenziale stimato della pianta stessa e all’ambiente di vita della pianta.  
  3. Concimazioni organiche su base stagionale
  4. Irrigazioni regolari (ove è possibile), oliveti non irrigui traggono benefici da sarchiature leggere che interrompono la capillarità , riducono l’evapotraspirazione, mitigano la temperatura del suolo. (in Puglia c’è un detto che recita così: “una sarchiata è mezza addacquata”) 
  5. Salvaguardia della biodiversità: evitare di eliminare arbusti spontanei nelle aree limitrofe per mantenere o creare un habitat per gli insetti utili.

Inizio primavera:

  • Micosat F Olivo: 50 gr/pianta, interrato a 10-15 cm di profondità. E’ utile e necessario per ristabilire l’equilibrio naturale della microflora e  dell’ecosistema del terreno

 Conclusioni

La Natura è equilibrio e tutto ciò che turba e distrugge quell’equilibrio provoca  reazioni  e conseguenze pericolose per la vita delle piante. E’ nostro compito ripristinare ove abbiamo danneggiato e restituire al suolo quello che abbiamo inconsapevolmente tolto. Dobbiamo curare, ma non solo, dobbiamo nutrire,ma con consapevolezza, dobbiamo trattare ma nell’assoluto rispetto dell’ambiente e della natura, in poche parole agire con amore. Se vogliamo stabilire una scala di priorità:

  1. Gestione e rispetto  del suolo che è l’ambiente dove vivono le piante.
  2. Appropriate e graduali potature.
  3. Nutrizione con concimazioni organiche e miste organiche.
  4. Difesa della parte aerea con fungicidi e insetticidi ammessi in bio, oppure convenzionali  ma  limitare l’impiego  al minimo indispensabile, tenendo presente l’impatto ambientale.  
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