Tignola dell'ulivo Prays oleae: rimedi e strategie di difesa
Indice
Che cos'è la Tignola dell'ulivo Prays oleae?
Come combattere la Tignola dell'ulivo Prays oleae
FAQ - Domande frequenti sulla Tignola dell'ulivo Prays oleae

Che cos'è la Tignola dell'ulivo Prays oleae?
La Tignola dell’ulivo, conosciuta anche con il nome scientifico Prays oleae, è un piccolo insetto lepidottero appartenente alla famiglia Praydidae, che rappresenta uno dei principali fitofagi dell’olivo nel bacino del Mediterraneo. Questo parassita attacca in tre momenti distinti del ciclo colturale dell’olivo, sviluppando tre generazioni annuali, ognuna con una diversa modalità di danno: la generazione fillofaga, che colpisce le foglie giovani; la generazione antófaga, che danneggia i fiori; e la più pericolosa, la generazione carpofaga, che si nutre direttamente delle drupe, causando caduta prematura delle olive e calo drastico della produzione.
L’adulto della Prays oleae è una farfallina grigio-argentea di circa 6-7 mm di lunghezza, con ali sottili e frangiate. È attiva nelle ore notturne e le femmine depongono le uova nei pressi dei tessuti vegetali bersaglio (foglie, fiori o frutti, a seconda della generazione). Dopo la schiusa, le larve penetrano nei tessuti, nutrendosi e creando gallerie interne o fori visibili che compromettono la salute e la resa dell’olivo.
Il riconoscimento tempestivo di questo insetto è fondamentale per impostare strategie di difesa efficaci, sia attraverso il monitoraggio con trappole per tignola, sia con l’uso di insetticidi selettivi per tignola dell’olivo autorizzati. Una gestione integrata della tignola permette di contenere i danni nel rispetto dell’ambiente e delle api, spesso presenti durante la fioritura.
Come si riconosce la Tignola dell'olivo?
Riconoscere la Tignola dell’ulivo (Prays oleae) è fondamentale per intervenire tempestivamente e limitare i danni alla coltivazione. L’adulto è una farfallina di piccole dimensioni (circa 6-7 mm), dal corpo affusolato e di colore grigiastro-argentato, con ali anteriori sottili e frangiate. Tuttavia, è la forma larvale quella più dannosa: si presenta come un piccolo bruco bianco-giallastro che si insinua nelle foglie, nei fiori o nei frutti dell’olivo a seconda della generazione.
I sintomi visibili variano nel tempo:
-
In primavera, le larve della generazione fillofaga scavano gallerie nelle foglie giovani, provocando deformazioni.
-
Durante la fioritura, la generazione antófaga attacca i fiori, portando a cascola anticipata e scarsa allegagione.
-
In estate, la generazione carpofaga è la più temuta: le larve penetrano nei frutti, svuotandoli e causandone la caduta prematura. Spesso si nota un piccolo foro d’entrata sul frutto, e all’interno si trova la larva o la sua galleria nerastra.
Per rilevare precocemente la presenza dell’insetto è consigliato l’uso di una trappola per tignola con feromoni per la Prays oleae, utile a monitorare il volo degli adulti e decidere quando intervenire.
Ciclo biologico della Prays oleae
La Tignola dell’ulivo compie tre generazioni all’anno, ognuna specializzata nell’attacco a una parte diversa della pianta. Questo ciclo adattativo la rende particolarmente pericolosa per la produttività dell’oliveto.
-
Generazione fillofaga (invernale-primaverile):
Le larve nascono tra fine inverno e inizio primavera. Si nutrono di foglie tenere e giovani germogli, scavando gallerie che causano deformazioni e rallentamenti nella crescita vegetativa. -
Generazione antófaga (primaverile):
A partire da aprile-maggio, la seconda generazione colpisce i fiori. Le larve entrano nei bottoni fiorali, impedendo la fioritura e provocando cascola dei fiori. Questa generazione può compromettere l’intera allegagione, incidendo sulla quantità finale di frutti. -
Generazione carpofaga (estiva):
È la più dannosa. Inizia a giugno-luglio e si concentra sui frutti. Le larve entrano nelle olive ancora verdi, si nutrono della polpa e ne causano la caduta prematura. Le olive colpite mostrano fori d’ingresso e annerimenti interni.
Il ciclo si conclude con la fase di impupamento, spesso all’interno dei residui vegetali o nel suolo. Le farfalle adulte compaiono poco dopo, pronte per dare inizio a una nuova generazione. Il clima mite e l’assenza di trattamenti favoriscono un aumento delle popolazioni da un anno all’altro.
Quali danni provoca
La Tignola dell’ulivo (Prays oleae) può causare danni significativi alla coltura in tutte le sue fasi fenologiche. I danni variano a seconda della generazione dell’insetto, ma tutti incidono negativamente sulla produttività e sulla qualità dell’olio.
La generazione fillofaga, attiva in primavera, attacca le foglie giovani e i germogli terminali. Le larve scavano gallerie interne nei tessuti fogliari, causando necrosi, accartocciamento e rallentamento dello sviluppo vegetativo, specialmente nelle piante giovani.
La generazione antófaga, attiva durante la fioritura, provoca una drastica perdita dei fiori. Le larve penetrano nei boccioli fiorali e li divorano dall'interno, compromettendo l'allegagione e riducendo notevolmente la futura produzione di olive.
La generazione carpofaga, la più pericolosa, colpisce direttamente i frutti in fase di accrescimento. Le larve entrano nelle olive, scavano all'interno e provocano cascola precoce. Le olive infestate possono cadere prima della raccolta o, se raccolte, risultare scadenti per la produzione di olio, sia per perdita di peso che per peggioramento qualitativo (acidità, alterazioni organolettiche).

Un'infestazione trascurata può compromettere oltre il 50% del raccolto, rendendo necessario un attento monitoraggio e una difesa strategica.
Come prevenire gli attacchi
La prevenzione è la chiave per contenere le infestazioni di Prays oleae e ridurre la necessità di interventi chimici. Un buon piano agronomico e di monitoraggio permette di agire tempestivamente e in modo sostenibile.
1. Monitoraggio con trappole a feromoni
Le trappola per tignola, dotate di feromone sessuale specifico, permettono di intercettare i voli degli adulti maschi e valutare il picco di presenza. Questo consente di programmare correttamente i trattamenti, evitando interventi inutili o tardivi.

2. Potatura regolare e arieggiamento
Una corretta gestione della chioma riduce le zone di rifugio dell’insetto, migliora l’arieggiamento e limita le condizioni favorevoli alla deposizione delle uova. Potare regolarmente favorisce anche la penetrazione dei trattamenti.
3. Rimozione dei residui colturali
Le larve di tignola possono svernare nei residui fogliari o nei frutti caduti. La pulizia del suolo e la raccolta delle olive infette limitano la propagazione della popolazione.
Uso del caolino
Il caolino è un minerale naturale che si applica per via fogliare creando una sottile pellicola bianca sulla superficie della pianta. Questo rivestimento opaco disturba il comportamento della tignola dell’ulivo (Prays oleae) inibendo l’ovideposizione e la capacità dell’insetto adulto di riconoscere i frutti. Inoltre, agisce come barriera fisica contro le larve neonate e riduce anche la presenza di altri parassiti.
Il caolino contribuisce anche a riflettere la luce solare, abbassando la temperatura della chioma durante i periodi più caldi, migliorando il microclima interno all’oliveto. Non lascia residui tossici e può essere utilizzato anche in agricoltura biologica. È consigliabile effettuare i trattamenti a partire dalle prime fasi sensibili (fioritura e post-fioritura) e ripeterli dopo piogge intense.
Vuoi ricevere i nostri consigli su piante e orto?
Iscriviti alla newsletter di Perfarelalbero.it e ottieni subito l’8% di sconto sul tuo prossimo ordine. Riceverai guide pratiche, consigli tecnici e soluzioni ai problemi più comuni delle piante.
Mi voglio registrareCome combattere la Tignola dell'ulivo Prays oleae
La Tignola dell’ulivo può essere tenuta sotto controllo con una strategia integrata, che prevede interventi mirati in base allo stadio di sviluppo dell’insetto e alla tipologia di coltivazione. È fondamentale agire nel momento giusto, coordinando l’uso di trappole a feromoni, prodotti fitosanitari autorizzati, insetti utili e corroboranti naturali. Di seguito, le soluzioni più efficaci suddivise per tipologia di gestione.
1) In agricoltura convenzionale
Per chi adotta la difesa convenzionale, è possibile utilizzare insetticidi registrati ad azione abbattente e residuale. I prodotti più efficaci contro la tignola dell’olivo includono:
-
CYPERKILL 50 EC (a base di cipermetrina): insetticida piretroide con effetto abbattente e residuale, indicato per il controllo di larve e adulti. Va applicato in fase di presenza accertata dell’insetto, rispettando i tempi di carenza.
-
KAIMO SORBIE (a base di lambda-cialotrina): agisce per contatto e ingestione, molto efficace in presenza di forti attacchi, con effetto rapido e prolungato.
-
DECIS EVO (a base di deltametrina): un insetticida a largo spettro, ideale per applicazioni in presenza della generazione carpofaga della tignola, che attacca i frutticini in fase di accrescimento.
Questi prodotti devono essere utilizzati secondo le indicazioni di etichetta, con attenzione alla rotazione delle sostanze attive per evitare fenomeni di resistenza.
2) In agricoltura biologica
In regime biologico, la lotta alla Prays oleae si basa su prodotti microbiologici, insetti utili e mezzi di monitoraggio e confusione sessuale:
-
Bacillus thuringiensis kurstaki (Biobit, RAPAX AS, COSTAR WG) o aizawai (AGREE WG, XENTARI WG) : batterio entomopatogeno che agisce per ingestione, efficace contro le giovani larve. Da applicare alla comparsa dei primi voli o nei momenti previsti di schiusura delle uova.
-
Tricho Strip Koppert: strisce contenenti Trichogramma, minuscole vespe parassitoidi che depongono le uova dentro quelle della tignola, bloccandone lo sviluppo.
-
Chrysopa Koppert (Chrysoperla carnea): utile predatore delle uova e larve neonate della tignola, da introdurre in oliveti con buona biodiversità.
-
Trappole Super Track ALA con feromoni per la Prays oleae: fondamentali per il monitoraggio della presenza dell’insetto, ma anche come strumento di cattura massale. Vanno posizionate a inizio stagione e sostituite periodicamente.
Queste soluzioni sono compatibili tra loro e permettono una strategia biologica efficace e rispettosa dell’ambiente.
3) Prodotti per hobbisti
Per chi coltiva l’olivo in modo amatoriale o su piccole superfici, esistono alternative efficaci e semplici da usare:
-
Turi-L: insetticida biologico a base di Bacillus thuringiensis kurstaki, efficace contro le larve giovani della tignola. Va distribuito in modo uniforme su chioma e frutti.
-
Trappole Super Track ALA con feromoni per la Prays oleae: facili da posizionare e sostituire, offrono un valido supporto per monitorare e limitare la presenza dell’insetto senza uso di sostanze chimiche.
-
Caolino: corroborante naturale che crea una barriera fisica sulle foglie e sui frutti. Rende la pianta meno attrattiva per la tignola, ostacolando la deposizione delle uova e migliorando anche la resistenza alla siccità e al colpo di sole.
FAQ – Domande frequenti sulla Tignola dell'ulivo Prays oleae
Quando attacca la tignola dell’ulivo?
La tignola dell’olivo (Prays oleae) compie tre generazioni l’anno. I danni maggiori si registrano:
-
in primavera (generazione antofaga),
-
in estate (generazione carpofaga, la più dannosa),
-
e in autunno (generazione fillofaga).
Ogni fase attacca una parte diversa della pianta: fiori, frutti e foglie.
Come capire se le olive sono state attaccate?
I frutti colpiti dalla tignola presentano fori di entrata visibili, perdita precoce dell’oliva, ingiallimenti e tracce di escrementi. A volte si nota una piccola goccia di essudato sulla superficie dell’oliva.
Come monitorare la presenza della tignola?
Si utilizzano trappole a feromoni specifici (come le Trappole Super Track ALA con feromoni per la Prays oleae). Vanno installate in campo da marzo e controllate settimanalmente per valutare l’inizio dei voli e programmare i trattamenti.
Qual è il miglior insetticida per la tignola dell’ulivo?
In agricoltura convenzionale, sono molto efficaci i prodotti a base di cipermetrina, lambda-cialotrina e deltametrina (es. CYPERKILL 50 EC, KAIMO SORBIE, DECIS EVO).
In agricoltura biologica, si preferisce l’uso di Bacillus thuringiensis, trappole a feromoni e insetti utili.
Esistono rimedi naturali contro la tignola?
Sì. L’uso di caolino è molto utile per rendere le olive meno attrattive, mentre le trappole a feromoni e gli insetti utili (come Trichogramma o Crisopa) offrono un controllo biologico e sostenibile.
Il caolino funziona davvero contro la tignola?
Sì, il caolino crea una patina bianca protettiva sulle foglie e sui frutti, che disorienta gli adulti e impedisce la deposizione delle uova. È un ottimo corroborante naturale anche per proteggere dal sole e dal caldo eccessivo.
Qual è il periodo migliore per trattare?
Il momento più efficace è all’inizio del volo delle farfalle adulte, che si può rilevare con le trappole a feromoni. Per la generazione carpofaga, si consiglia di trattare quando le larve iniziano a penetrare nei frutti.
Condividi

Cronologia
Agrumi
Tappeto Erboso
Drupacee
Olivo
Ornamentali
Ortaggi
Actinidia (Kiwi)
Vite
Hobby e approfondimenti
Pomacee
Erbe aromatiche
Pratiche agronomiche
Frutta a guscio