Tricod R: una soluzione per suoli stanchi e marciumi radicali
Tre esperienze in campo
Indice
Caso 1 – Pomodoro in pieno campo: stop delle morie col suolo rigenerato
Caso 2 – Vite da vino: combattere l’armillaria in modo naturale
Caso 3 – Siepe di photinia in crisi: stanchezza del terreno e marciumi radicali
Quando e come utilizzare Tricod R
Tricod R risponde anche a chi coltiva pomodori, vite o piante ornamentali
Nel nostro lavoro quotidiano, capita spesso di trovarci di fronte a situazioni difficili: piante che non crescono, terreni impoveriti, marciumi radicali e problemi che sembrano non avere soluzione, soprattutto quando si vuole evitare di usare prodotti chimici aggressivi.
Nei mesi scorsi, il nostro team tecnico ha condotto dei test su tre coltivazioni diverse – pomodoro in pieno campo, vite da vino e una siepe di photinia – tutte alle prese con suoli stanchi e malattie fungine del terreno. In ognuno di questi casi, abbiamo deciso di intervenire con strategie di rigenerazione biologica del suolo.
Dopo vari tentativi, abbiamo trovato un alleato davvero efficace: Tricod R, un prodotto a base di microrganismi utili che ha fatto la differenza, permettendoci di ottenere piante più sane e suoli più attivi, con un evidente miglioramento della crescita e della resistenza agli stress.
Caso 1 – pomodoro in pieno campo
Stop delle morie col suolo suolo rigenerato
Un agricoltore ci ha contattati in aprile, al momento di decidere quando piantare i pomodori in pieno campo. I suoi terreni, sfruttati da anni, presentavano segni evidenti di stanchezza: crescita stentata e piante facilmente attaccate da Fusarium e Pythium.
Abbiamo prima consigliato un trattamento di bonifica con un prodotto a base di perossido di idrogeno, per ridurre la carica fungina. Dopo pochi giorni, abbiamo somministrato Tricod R in fertirrigazione alla dose di 3 Kg/ha, in miscela con un concime liquido organico per stimolare l’attivazione dei microrganismi.
Il risultato? Radicazione profonda, maggiore vigoria vegetativa e una quasi totale assenza di marciumi radicali. In campo, le piante mostravano uno sviluppo più uniforme e un verde più brillante. Dopo un secondo intervento a distanza di 10 giorni, il terreno era più friabile grazie all’azione dell’acqua ossigenata, ricco di vita come conseguenza del inoculo di microorganismi, e le piante hanno affrontato la stagione estiva senza arresti vegetativi.
Caso 2 – vite da vino
Combattere l’armillaria in modo naturale
In un vigneto di oltre dieci anni, il nostro cliente notava da tempo segni compatibili con la presenza di Armillaria spp., un fungo molto temuto perché colpisce direttamente l’apparato radicale, soprattutto nei terreni umidi e con vecchie ceppaie in decomposizione.
Dopo aver escluso le soluzioni più invasive, abbiamo suggerito di agire naturalmente, sfruttando la competizione tra microrganismi. Tricod R, applicato su tutta la fascia radicale in due interventi (3 kg/ha in primavera e autunno), ha progressivamente ridotto i sintomi.
Il Trichoderma, uno dei componenti principali del Tricod R, ha occupato lo spazio lasciato libero nel suolo dopo il trattamento con ossigeno attivo e ha impedito la colonizzazione dei patogeni. Inoltre, ha stimolato lo sviluppo radicale e migliorato l’assorbimento dei nutrienti. Il vigneto ha mostrato una vegetazione più equilibrata e, in vendemmia, i grappoli erano sani e ben colorati.
Caso 3 – siepe di photinia in crisi
Stanchezza del terreno e marciumi radicali
In un giardino residenziale, una lunga siepe di photinia appariva in sofferenza: foglie scolorite, crescita rallentata e frequenti deperimenti. I sintomi lasciavano sospettare marciumi radicali e del colletto.
Abbiamo proposto un trattamento con Tricod R distribuito in fertirrigazione (3 kg/ha, oppure 200 gr. diluito in 100 litri d’acqua) e successivamente distribuire la soluzione sottochima su tutta la lunghezza della siepe. Dopo appena due settimane, la differenza era visibile: foglie più turgide, nuovi germogli e miglioramento complessivo della salute della siepe. Il cliente ha proseguito con un secondo intervento a 10 giorni dal primo, consolidando il risultato.
Questi interventi ci ricordano che anche in giardino, e non solo in agricoltura, i microrganismi utili come il Trichoderma possono fare la differenza. E quando ci si chiede a cosa servono i funghi micorrizici, la risposta è: a ridare vita al suolo e forza alle radici, anche in ambienti ornamentali.
Come funziona Tricod R
Tricod R è un concime biologico formulato con una miscela di Trichoderma spp. ((T. harzianum e T. reseei), micorrize, e batteri della rizosfera. Le sue azioni sono molteplici:
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Grazie alla sua capacità di colonizzare attivamente i substrati, va in rapida competizione per spazi e nutrimento con i patogeni antagonisti, consentendo di contenere problematiche come Fusarium, Pythium, Phytophthora, Armillaria, Rhizoctonia e Sclerotinia.
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Stimola la pianta e le radici producendo sostanze benefiche come auxine, enzimi idrolitici e siderofori, migliorando la crescita e la resistenza agli stress.
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Svolge un’azione cicatrizzante delle ferite di foglie e rami, come ad esempio dopo una grandinata, dopo la potatura o dopo la raccolta dei frutti.
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Migliora la degradazione dei residui, come foglie, residui di erba e cippato derivante dalle potature, rendendo velocemente disponibile le sostanze nutritive per le piante ed i tappeti erbosi.
È proprio grazie alla produzione naturale di auxine - auxinosimili e la degradazione dei residui colturali da parte del Trichoderma che si ottiene uno sviluppo più rapido dell’apparato radicale, fondamentale per tutte le colture, specialmente in suoli impoveriti e problematici.
Quando e come utilizzare Tricod R
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Applicazione radicale
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Orticole in pieno campo: 2-3 Kg/ha durante il trapianto (fertirrigazione o bagnetto radicale)
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Orticole in serra: 2- 3 Kg/ha (irrigazione)
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Vite e frutticole: 2 – 3 Kg/ha in primavera e autunno (può essere applicato per via fogliare dopo la raccolta dei frutti e dopo eventi come grandinate, svolgendo un azione cicatrizzante e di degradazione dei residui, oppure al suolo in fila ed interfila dalla ripresa vegetativa per migliorare la degradazione dei residui colturali e di eventuali spore svernanti)
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Siepi e giardini: 20 gr in 10 litri d’acqua ogni 50 m²
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Tappeti erbosi: 2-3 Kg/ha o 200 – 300 gr/hl dalla ripresa vegetativa per favorire la degradazione dei residui degli sfalci
Modalità d’uso consigliata
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Distribuire con innaffiatori, impianti di fertirrigazione, bagnetto radicale e nebulizzazione fogliare autunnale.
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Ripetere il trattamento dopo 7–10 giorni per rafforzare la colonizzazione.
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Miscelare con borlanda liquida 12 ore prima per “attivare” i microrganismi.
Compatibilità
Compatibile con rame, azoto organico liquido, biostimolanti e altri fertilizzanti, purché la miscela abbia ph neutro.
Tricod R risponde anche a chi coltiva pomodori, vite o piante ornamentali
Chi si chiede quali sono le malattie fungine del pomodoro e come prevenirle in modo naturale, troverà nel Tricod R un ottimo alleato. Così come chi si chiede quando dare le micorrize, la risposta è: al trapianto o in post-trapianto precoce, sempre dopo aver preparato bene il terreno.
Nel nostro lavoro quotidiano, ci capita spesso di rigenerare suoli esausti, salvare piante che sembravano perse, aiutare coltivatori a ottenere più salute e più qualità, anche in modo completamente naturale.
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