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Come eliminare il capnode delle drupacee: rimedi contro Capnodis tenebrionis

Da: LA FROSCIA - Categoria : Cronologia , Drupacee

Ultimo aggiornamento: settembre 2026

Articolo redatto dal team tecnico Perfarelalbero.it (agronomi e consulenti che seguono quotidianamente coltivazioni professionali, orti, frutteti, tappeti erbosi e piante ornamentali).

A cura di Vincenzo La Froscia, agronomo di Perfarelalbero.it. Ha conseguito la Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e ha proseguito la propria formazione presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, conseguendo la Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie Agrarie nel 2019.

Il capnode delle drupacee, o capnodio (Capnodis tenebrionis), è uno dei fitofagi che richiede maggiore attenzione su albicocco, pesco, nettarina, susino e ciliegio.

Quando mi trovo a valutare un impianto interessato da questo parassita, considero sempre due aspetti distinti: la presenza degli adulti sulla vegetazione e quella delle larve nel terreno, in prossimità del colletto e dell’apparato radicale.

È proprio questa doppia fase a rendere il controllo del capnode particolarmente complesso. Gli adulti provocano erosioni sulla vegetazione e sono responsabili delle nuove ovideposizioni, mentre le larve possono compromettere progressivamente l’apparato radicale e, nei casi più gravi, portare al deperimento della pianta.

Per questo motivo considero più efficace una strategia integrata, capace di intervenire sull’intero ciclo del parassita.

Lotta al capnodio delle drupacee
Lotta al capnodio delle drupacee (Capnodis tenebrionis)

Capnodis tenebrionis: come riconoscere il capnode delle drupacee

Gli adulti di Capnodis tenebrionis sono coleotteri di colore scuro che, soprattutto durante i mesi più caldi, possono essere osservati direttamente sulla vegetazione.

Si alimentano di giovani germogli, corteccia e piccioli fogliari, provocando erosioni che possono rappresentare uno dei primi segnali della loro presenza.

Il danno che considero più preoccupante, però, è quello provocato dalle larve.

Dopo la schiusura delle uova deposte in prossimità della base della pianta, le giovani larve raggiungono il terreno e penetrano progressivamente nella zona del colletto e dell’apparato radicale.

In campo, tra i sintomi che mi portano a sospettare un attacco di capnode osservo soprattutto:

  • vegetazione stentata;
  • progressivo indebolimento della pianta;
  • disseccamento di rami o porzioni della chioma;
  • erosioni su germogli e piccioli;
  • sofferenza dell’apparato radicale e del colletto;
  • nei casi più gravi, morte della pianta.

Un altro aspetto da non trascurare è lo stress idrico. Le piante sottoposte a condizioni di forte sofferenza risultano generalmente più vulnerabili, motivo per cui una corretta gestione dell’irrigazione deve sempre accompagnare la strategia di difesa.

Come eliminare il capnode delle drupacee

Quando imposto una strategia contro il capnodio, distinguo sempre due bersagli: gli adulti presenti sulla vegetazione e le larve presenti nel terreno.

Per il controllo degli adulti utilizzo una strategia basata sullo spinosad, sostanza attiva ad azione insetticida per ingestione e contatto.

Simpell contiene spinosad 480 g/L ed appartiene al gruppo IRAC 5. Il prodotto è autorizzato contro Capnodis tenebrionis su pesco, nettarina, albicocco, ciliegio, susino e amarena, intervenendo alla presenza dei primi adulti.

Lo spinosad agisce sul sistema nervoso dell’insetto ed esercita la propria attività sia per ingestione sia per contatto.

L’obiettivo non è soltanto ridurre la popolazione adulta presente sulla pianta, ma anche limitare le successive ovideposizioni e quindi la pressione delle nuove generazioni.

La miscela che consiglio è la seguente:

Prodotti e dosaggi per il trattamento contro gli adulti di capnode delle drupacee

Prodotto

Funzione

Dose

Control DMP

Acidificazione e miglioramento delle caratteristiche della soluzione

50 ml/hl

Simpell spinosad 480 g/L

Controllo degli adulti di Capnodis tenebrionis

20–30 ml/hl

Inex-A

Bagnante e coadiuvante della miscela

30 ml/hl

In questa miscela, Control DMP contribuisce a correggere il pH e a migliorare le caratteristiche della soluzione, mentre Inex-A svolge una funzione bagnante e coadiuvante, favorendo una distribuzione più uniforme sulla superficie vegetale.

È importante sottolineare che questi due prodotti hanno una funzione di supporto alla miscela: l’azione insetticida nei confronti del capnode è affidata allo spinosad.

Nota tecnica di applicazione

Simpell va applicato alla presenza dei primi adulti di Capnodis tenebrionis alla dose di 20–30 ml/hl, in funzione del livello di infestazione, rispettando una dose minima di 300 ml/ha.

Il trattamento può essere ripetuto a intervalli di 7–10 giorni, inserendolo all’interno di uno specifico programma di controllo del parassita.

Consiglio di iniziare il monitoraggio già da aprile-maggio, periodo in cui gli adulti riprendono progressivamente l’attività sulla vegetazione. La loro presenza può protrarsi durante l’estate, mentre le ovideposizioni possono continuare da giugno fino a settembre inoltrato.

Per questo motivo non consiglio di trattare esclusivamente in base al calendario: è preferibile verificare sempre la presenza effettiva degli adulti.

Sulle drupacee autorizzate sono consentiti massimo 3 trattamenti, di cui non più di 2 consecutivi. Il tempo di sicurezza è di 7 giorni.

Il prodotto contiene inoltre una sostanza attiva tossica per le api e non deve essere utilizzato sulle fruttifere durante la fioritura.

Larva di capnode
Larva di capnode (Capnodis tenebrionis)

Lotta alle larve di capnode con nematodi entomopatogeni

La fase larvale è quella che, dal punto di vista agronomico, considero più insidiosa.

Le larve si sviluppano nel terreno e raggiungono il colletto e l’apparato radicale, dove non possono essere raggiunte dai normali trattamenti effettuati sulla vegetazione.

In questa fase possiamo ricorrere ai nematodi entomopatogeni, organismi microscopici capaci di ricercare attivamente il proprio ospite nel terreno.

Capsanem Koppert contiene Steinernema carpocapsae. Dopo l’applicazione, i nematodi si muovono nel film d’acqua presente nel terreno, penetrano nell’insetto bersaglio e rilasciano batteri simbionti che ne determinano la morte.

Per il controllo delle larve di capnode (Capnodis tenebrionis), utilizzo come riferimento un dosaggio di:

1–3 milioni di nematodi per albero, distribuiti con 5–15 litri di acqua per albero.

L’applicazione deve essere localizzata nella zona del colletto e dell’apparato radicale, cioè nell’area nella quale è più probabile incontrare le larve.

Dosaggio e volume d’acqua per l’applicazione di nematodi entomopatogeni contro le larve di capnode

Bersaglio

Prodotto

Dosaggio

Volume d’acqua

Larve di capnode (Capnodis tenebrionis)

Capsanem – Steinernema carpocapsae

1–3 milioni di nematodi/albero

5–15 L/albero

Come eliminare il capnode delle drupacee

Nota tecnica di applicazione dei nematodi

Con i nematodi, le condizioni del terreno fanno una grande differenza.

L’efficacia di Steinernema carpocapsae dipende soprattutto da temperatura e umidità del terreno. Il nematode è attivo indicativamente tra 14 e 34 °C e per questo primavera e inizio autunno possono rappresentare finestre particolarmente interessanti quando il terreno mantiene temperature superiori a circa 14–15 °C e una buona disponibilità di acqua.

Per il capnodio consiglio di distribuire 1–3 milioni di nematodi per albero in 5–15 litri di acqua, concentrando l'applicazione nella zona del colletto e dell’apparato radicale.

Il volume d’acqua non è un dettaglio secondario: deve essere sufficiente a bagnare adeguatamente il terreno attorno alla pianta, favorendo la penetrazione e soprattutto il movimento dei nematodi verso le larve.

Se il terreno è asciutto, consiglio di irrigare prima dell’applicazione e di mantenerlo adeguatamente umido nei giorni successivi, evitando condizioni di disseccamento.

La soluzione va utilizzata subito dopo la preparazione e mantenuta in agitazione. La temperatura dell’acqua non deve superare 25 °C e il pH deve essere compreso tra 4 e 8.

In caso di applicazione tramite impianto di irrigazione o irroratrice, bisogna inoltre rispettare le indicazioni relative a filtri, pressione e dimensione degli ugelli.

Come combattere il capnode delle drupacee

Capnodio: rimedi e strategia completa

Nel controllo del capnodio delle drupacee considero più efficace integrare le diverse tecniche, piuttosto che affidarsi a un singolo intervento.

Strategia integrata per il controllo del capnode delle drupacee

Fase

Obiettivo

Intervento

Monitoraggio

Individuare tempestivamente gli adulti

Controllo periodico della vegetazione

Comparsa adulti

Ridurre la popolazione e le nuove ovideposizioni

Spinosad con Simpell

Preparazione miscela

Migliorare distribuzione e caratteristiche della soluzione

Control DMP + Inex-A

Presenza delle larve

Agire nel colletto e nella zona radicale

Capsanem – Steinernema carpocapsae: 1–3 milioni/albero in 5–15 L di acqua

Gestione agronomica

Ridurre lo stress della pianta

Corretta gestione dell’irrigazione

Il punto fondamentale è non fermarsi all’adulto che vediamo sulla pianta.

Quando troviamo Capnodis tenebrionis sulla vegetazione, dobbiamo considerare che una parte del problema può essere già presente nel terreno. Per questo il controllo degli adulti, la gestione delle larve e il mantenimento di buone condizioni idriche devono essere letti come parti della stessa strategia.

FAQ sul capnode delle drupacee

Come eliminare il capnode delle drupacee?

Per controllare il capnode consiglio di intervenire su entrambi gli stadi principali del parassita: adulti sulla vegetazione e larve nel terreno. Contro gli adulti può essere utilizzato spinosad secondo le condizioni riportate in etichetta, mentre contro le larve è possibile ricorrere a nematodi entomopatogeni come Steinernema carpocapsae.

Qual è il miglior insetticida contro Capnodis tenebrionis?

Per il controllo degli adulti di Capnodis tenebrionis utilizzo nella strategia proposta Simpell, insetticida a base di spinosad 480 g/L.

Il prodotto è autorizzato su pesco, nettarina, albicocco, ciliegio, susino e amarena e va applicato alla comparsa dei primi adulti alla dose di 20–30 ml/hl, con una dose minima di 300 ml/ha.

Quali sono i rimedi contro il capnodio?

Non considero sufficiente un singolo intervento. La strategia dovrebbe integrare controllo degli adulti, intervento sulle larve e gestione agronomica dell’impianto, con particolare attenzione all’irrigazione e agli stress idrici.

Come combattere il capnode sull’albicocco?

Sull’albicocco consiglio innanzitutto di monitorare attentamente la comparsa degli adulti e verificare contemporaneamente eventuali sintomi di sofferenza a livello del colletto e dell’apparato radicale.

Simpell è autorizzato contro Capnodis tenebrionis anche su albicocco alla dose di 20–30 ml/hl.

Quali nematodi usare contro il capnode?

Contro le larve di Capnodis tenebrionis può essere utilizzato Steinernema carpocapsae, contenuto in Capsanem Koppert.

Il dosaggio di riferimento è di 1–3 milioni di nematodi per albero, distribuiti con 5–15 litri di acqua per pianta e localizzati nella zona del colletto e dell’apparato radicale.

Quando trattare il capnode?

Consiglio di iniziare il monitoraggio degli adulti da aprile-maggio e di proseguirlo durante l’estate. Le ovideposizioni possono continuare da giugno fino a settembre inoltrato.

I trattamenti contro gli adulti devono essere effettuati alla loro effettiva presenza.

Per i nematodi entomopatogeni sono invece favorevoli condizioni di terreno umido e temperature superiori a circa 14–15 °C, che si verificano generalmente soprattutto in primavera e all’inizio dell’autunno.

Come riconoscere un attacco di capnode?

Sugli adulti possiamo osservare erosioni su giovani germogli e piccioli. Le larve danneggiano invece colletto e radici.

Vegetazione stentata, progressivo deperimento e disseccamenti sono segnali che meritano un controllo più approfondito dell’apparato radicale.

Il capnode può far morire un albicocco?

Sì. Le infestazioni più importanti possono compromettere seriamente il colletto e l’apparato radicale, causando un progressivo indebolimento fino alla morte della pianta nei casi più gravi.

Conclusioni

Quando devo impostare una strategia contro il capnode delle drupacee (Capnodis tenebrionis), ragiono sempre sull’intero ciclo biologico del parassita.

Il controllo degli adulti con spinosad permette di ridurre la popolazione presente sulla vegetazione e limitare le nuove ovideposizioni. L’impiego di nematodi entomopatogeni consente invece di intervenire direttamente nel terreno, dove si sviluppa la fase larvale responsabile dei danni più gravi.

A questi interventi deve sempre affiancarsi una corretta gestione agronomica dell’impianto, soprattutto dal punto di vista dell’irrigazione e della riduzione degli stress idrici.

È questo approccio integrato — monitoraggio, controllo degli adulti, intervento sulle larve e gestione della pianta — che considero più razionale nella lotta al capnodio delle drupacee.

Vincenzo La Froscia – Agronomo

I prodotti fitosanitari devono essere utilizzati esclusivamente sulle colture, alle dosi e secondo le modalità previste dall’etichetta autorizzata vigente. Leggere sempre l’etichetta prima dell’impiego.

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