Concimi e Fertilizzanti Biologici


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Concimi biologici – Fertilizzanti naturali per una crescita sana

Perché scegliere i concimi biologici per le tue colture?

I concimi biologici rappresentano la soluzione ideale per chi desidera coltivare in modo naturale, rispettando l’ambiente e migliorando la qualità delle produzioni. Grazie all'utilizzo di fertilizzanti biologici, le piante ricevono tutti i nutrienti necessari senza l’impiego di sostanze chimiche di sintesi. I nostri concimi bio sono selezionati per garantire alte performance sia in agricoltura professionale sia nell’orto domestico, contribuendo a un'agricoltura più sostenibile e responsabile.

Come utilizzare i concimi biologici per ortaggi e frutteti

I concimi biologici sono perfetti per la concimazione in agricoltura biologica, migliorando la fertilità del terreno e la resistenza delle piante agli stress ambientali. Tra i prodotti disponibili trovi concimi biologici professionali studiati per l’uso su ortaggi, frutteti e vigneti. L’impiego regolare di un concime biologico migliora la struttura del suolo e stimola la crescita equilibrata delle colture, assicurando raccolti sani e abbondanti.

I nostri concimi biologici:

Visita anche le nostre sezioni dedicate ai biostimolanti naturali e ai fungicidi biologici per una difesa completa delle tue colture.

 

Agricoltura Sostenibile

L'uso della chimica e di tecnologie spregiudicate per la difesa e nutrizione delle piante, ha consentito il conseguimento di grandi produzioni, ma a discapito dell'equilibrio della natura e a discapito di forme di vita fondamentali nella catena della vita di Gaia (ipotesi Gaia). Desertificazione, morte del suolo, estinzione di molte specie, e molte a rischio, come api, rapaci, pettirossi, rondini, lucciole, corsi d'acqua non più abitati da pesci, anguille. Ogni forma di vita da alla natura e allo stesso tempo dalla natura prende , crea equilibrio, determina evoluzione. Aiutare la natura a ricostruire la catena interrotta, collaborare alla rigenerazione del suolo diviene pratica necessaria e irrinunciabile per una agricoltura che oltre a creare nutrimento, fornisce salute, gradevolezza e bellezza alle sue creature.

Il ritorno ad una agricoltura tradizionale con l'aiuto consapevole e intelligente dei mezzi che la scienza ci fornisce, adottare una agricoltura sostenibile e rispettosa di gaia e di tutti i suoi figli, è scelta irrinunciabile e non negoziabile per la salvaguardia della salute del consumatore, per riappropriarci della nostra individualità, della nostra identità di esseri capaci di apprezzare bellezza, verità e giustizia. Della nostra capacità di amare.

FAQ sui concimi e fertilizzanti biologici

Qual è la differenza tra concime biologico, concime organico e organo-minerale?

Un concime organico contiene elementi nutritivi legati a matrici organiche di origine animale o vegetale. Un concime organo-minerale combina invece una componente organica con una componente minerale, consentendo di associare apporto di sostanza organica e disponibilità degli elementi nutritivi. La dicitura “consentito in agricoltura biologica” riguarda invece la possibilità di utilizzare quello specifico fertilizzante secondo la normativa del biologico: un concime organico non è automaticamente autorizzato in agricoltura biologica. Prima dell'impiego va quindi sempre verificata l'etichetta del prodotto.

Cosa significano i numeri NPK nei concimi?

La sigla NPK indica i tre principali elementi nutritivi: N = azoto, P = fosforo, K = potassio. In etichetta vengono normalmente espressi nell'ordine N–P₂O₅–K₂O. Un concime 10-5-15 contiene quindi il 10% di azoto, il 5% di anidride fosforica dichiarata e il 15% di ossido di potassio dichiarato. L'azoto sostiene soprattutto lo sviluppo vegetativo, il fosforo è coinvolto nei processi energetici e nello sviluppo radicale, mentre il potassio svolge un ruolo importante nella regolazione idrica, nella traslocazione degli zuccheri e nella qualità delle produzioni. La formulazione va scelta in funzione di coltura, fase fenologica, analisi del terreno e obiettivo produttivo.

Come scegliere il concime biologico giusto per le piante?

Il concime non dovrebbe essere scelto soltanto in base alla coltura, ma soprattutto considerando fase fenologica e disponibilità degli elementi nel terreno. Nelle prime fasi vegetative può essere necessario un maggiore sostegno azotato; in radicazione deve essere valutata la disponibilità di fosforo; durante sviluppo e maturazione dei frutti aumenta generalmente l'importanza del potassio. In presenza di carenze specifiche possono invece servire ferro, boro, zinco, manganese, magnesio o altri microelementi. Per una concimazione professionale, l'analisi del terreno e, quando necessario, l'analisi fogliare sono più affidabili di un programma standard uguale ogni anno.

Qual è la differenza tra concime fogliare e concime radicale?

Un concime radicale viene distribuito al terreno o attraverso la fertirrigazione e gli elementi vengono assorbiti principalmente dalle radici. È la via principale per soddisfare il fabbisogno nutrizionale della coltura. La concimazione fogliare permette invece l'assorbimento di nutrienti attraverso le superfici vegetali ed è particolarmente utile per correggere rapidamente alcune carenze o fornire microelementi in precise fasi fenologiche. Non dovrebbe però essere considerata automaticamente un sostituto della fertilizzazione radicale: le due tecniche hanno funzioni complementari.

Quale ferro usare contro la clorosi ferrica?

La clorosi ferrica si manifesta tipicamente con ingiallimento delle foglie giovani mantenendo inizialmente più verdi le nervature. Nei terreni calcarei o con pH elevato il ferro può essere presente ma scarsamente disponibile per la pianta. In questi casi vengono utilizzati chelati di ferro, e la scelta dell'agente chelante è importante. Il Fe-EDDHA presenta un'elevata stabilità anche nei terreni alcalini ed è quindi molto utilizzato per applicazioni radicali contro la clorosi ferrica. Chelati come EDTA o DTPA hanno intervalli di stabilità differenti e possono risultare più adatti in altre condizioni. Nei prodotti EDDHA è importante valutare anche la percentuale dell'isomero orto-orto (o-o), particolarmente stabile nei terreni ad alto pH.

A cosa serve il boro nelle piante e quando si usa?

Il boro (B) è un microelemento coinvolto nella formazione delle pareti cellulari, nella crescita dei tessuti meristematici e nei processi riproduttivi. È particolarmente importante durante pre-fioritura, fioritura e allegagione, perché interviene nella germinazione del polline e nella crescita del tubetto pollinico. Una carenza può compromettere allegagione e sviluppo dei giovani tessuti. Il margine tra carenza ed eccesso di boro è però relativamente ristretto: per questo non è corretto aumentare indiscriminatamente le dosi e bisogna sempre rispettare le indicazioni del fertilizzante e le reali esigenze della coltura.

A cosa servono le micorrize nei concimi biologici?

Le micorrize sono associazioni simbiotiche tra determinati funghi e le radici delle piante. Le ife fungine aumentano il volume di suolo esplorato dall'apparato radicale e possono migliorare l'accesso a acqua e nutrienti poco mobili, in particolare il fosforo. Gli inoculi micorrizici vengono utilizzati soprattutto nelle prime fasi della coltura, al trapianto o quando si vuole favorire la colonizzazione della rizosfera. Il risultato dipende però da specie vegetale, terreno, fertilizzazione e gestione agronomica: un eccesso di fosforo facilmente disponibile o trattamenti non compatibili possono ridurre l'utilità della micorrizazione.

Qual è la differenza tra concime, ammendante e biostimolante?

Un concime ha come funzione principale fornire elementi nutritivi alla pianta. Un ammendante viene invece utilizzato soprattutto per migliorare caratteristiche fisiche, chimiche o biologiche del terreno, come struttura e contenuto di sostanza organica. Un biostimolante non viene definito principalmente dalla quantità di nutrienti che contiene, ma dalla capacità di migliorare processi come efficienza d'uso dei nutrienti, tolleranza agli stress abiotici, qualità della produzione o disponibilità degli elementi nella rizosfera. Per questo stallatico, concime NPK, estratto di alghe e inoculo microbico non devono essere considerati prodotti equivalenti.

Tutti i concimi naturali possono essere usati in agricoltura biologica?

No. “Naturale”, “organico” e “consentito in agricoltura biologica” non sono sinonimi. In agricoltura biologica possono essere utilizzati solo fertilizzanti, ammendanti e nutrienti conformi alle disposizioni previste dalla normativa europea e alle relative condizioni d'impiego. Prima dell'acquisto è quindi necessario verificare che il prodotto sia effettivamente indicato come utilizzabile in agricoltura biologica e controllarne composizione, eventuali restrizioni e modalità d'uso.

È meglio usare concimi organici pellettati o fertilizzanti liquidi?

Dipende dall'obiettivo. I concimi organici pellettati vengono normalmente applicati al terreno e sono indicati quando si vuole apportare sostanza organica e nutrienti con un'azione più graduale. I fertilizzanti liquidi sono invece adatti alla fertirrigazione o, se formulati per questo impiego, alla concimazione fogliare e consentono interventi più facilmente modulabili durante il ciclo colturale. In una gestione professionale possono essere utilizzati entrambi: il pellettato per costruire la fertilità del terreno e i formulati liquidi per accompagnare esigenze nutrizionali più specifiche nelle diverse fasi fenologiche.

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