Sharka - Vaiolatura delle Drupacee

Sharka è un virus che attacca foglie, rami e frutti di tutte le drupacee

Scientificamente PLUM POX VIRUS

Foglie e frutti colpiti dal virus della sharka:

Sharka-delle-drupacee-PLUM-POX-Virus-della-Vaiolatura

I rami presentano uno sviluppo malforme e rachitico, le foglie presentano degli aloni di colore diverso , mentre i frutti, bitorzoluti e suberosi, presentano anche delle eruzioni sui noccioli.

I frutti, se consumati, non sono dannosi per l'uomo.

E' una patologia temuta dei coltivatori perché non esistono mezzi di lotta, ma nonostante sharka è presente nel nostro paese da oltre 50 anni, l'Italia è un dei grande produttori di albicocche a livello mondiale.

Possiamo affermare, per esperienza, che buone pratiche agronomiche con attenta difesa insetticida, adeguata nutrizione, e interventi con determinati prodotti a base di rame e prodotti alcalinizzanti, limitano fortemente la pericolosità del virus.

I virus, è risaputo, come molte malattie attaccano facilmente e preferibilmente ospiti deboli e debilitati, e si valgono di vettori adeguati per potersi diffondere, per cui combattere afidi, aleuroidi, acari e cicaline è pratica necessaria per limitare il diffondersi del virus, e per evitare stati di debolezza della pianta.

L'uso del rame, ha azione limitante della vitalità del virus, in particolare alcuni composti come il solfato di rame pentaidrato, solfato tribasico di rame , ossido di rame, ossido rameoso.

Virus, batteri e funghi, vivono e si sviluppano in ambiente tendenzialmente acido, per cui alcalinizzare il loro ambiente è pratica utile a limitarne la vitalità. A tale scopo si potranno irrorare le piante con prodotti alcalinizzanti come bicarbonato di potassio, bicarbonato di sodio, ipoclorito di sodio. Stesso risultato si ottiene irrorando le piante con concimi fogliari quali K BOMBER o KELIG K, che sono ricchi di potassio, fortemente alcalini (Ph 12) che all'azione alcalinizzante associano una notevole azione nutritiva, ove l'alto contenuto di potassio incrementa il contenuto in zuccheri nei frutti e nelle foglie e aumenta la resistenza della pianta agli stress abiotici, quali siccità, alte e basse temperature.


Nel passato era molto usata la pratica di spennellare i tronchi con solfato di rame e calce, o con sola calce, che limitava molto gli attacchi di funghi, batteri e parassiti vari, si eseguiva due volte l'anno, alla caduta delle foglie e in pieno inverno. Molti agricoltori stanno tornando a questa antica pratica e sono evidenti i benefici. Evidenti su drupacee, evidenti su olivo contro occhio di pavone e rogna.