Malattie ulivo: occhio di pavone 

O Cicloconio (SPILOCAEA OLEAGINA)

Tra le patologie più importanti dell'olivo l'occhio di pavone, chiamato anche cicloconio, è sicuramente il più pericoloso, capace di creare gravi danni alla pianta e conseguentemente alla produzione. Attacca l'olivo a tutte le latitudini, colpisce principalmente la pagina superiore delle foglie, ma colpisce anche piccioli, giovani rametti e frutti.

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L'occhio di pavone dell'olivo si manifesta con macchie circolari di colore grigio chiaro o verde scuro circondate da un alone giallo.

Condizioni ottimali per l'attacco dell'occhio di pavone sono temperature di 18-20 gradi e umidità prolungate per 2-3 giorni.

Non attacca con la stessa intensità tutte le varietà, molto sensibili sono :

  • carolea coratina,
  • frantoio,
  • moraiolo,
  • pendolino. 

Occhio di pavone dell'olivo rimedi

Tenendo conto di questi fattori favorevoli allo sviluppo del fungo, è consigliabile un sesto di impianto piuttosto spazioso tale da creare areazione, evitare impianti in zone vallive o con esposizione a sud est.

Anche un'accurata potatura aiuta a ridurre la dannosità del cicloconio.

In relazione all'entità dell'attacco, le foglie colpite ingialliscono , avvizziscono e cadono precocemente, con danni più o meno gravi alla pianta e al raccolto. 

Normalmente le condizioni ideali per l'attacco dell'occhio di pavone si creano in tarda primavera o a fine settembre, in areali meridionali anche durante l'inverno, per cui anche dopo il raccolto o la potatura il trattamento consigliato contro la rogna, a base di rame, sarà utile contro attacchi precoci di occhio di pavone.

La lotta al fungo si effettua con fungicidi a base di rame o fungicidi a base di dodina, il primo trattamento va effettuato quando la vegetazione manifesta segni di ripresa vegetativa, e il secondo quando si sono formati 3 o 4 nodi fogliari, in considerazione del fatto che l'incubazione primaverile è molto lunga. Bisognerà poi intervenire a fine settembre, o a ottobre in aree meridionali, utilizzando prodotti a base di rame meno aggressivi e meno tossici per la vegetazione, (come ad esempio ossido di rame, solfato di rame tribasico ) sarà possibile, e consigliato, aggiungere concimi azotati, boro chelato, ferro chelato. Si aiuterà la nascita di nuovi rametti produttivi, grappoli fiorali più ricchi, e si aiuterà l'allegagione dei fiori.