Monitoraggio e cattura massale Trappole a feromoni

L'utilizzo di trappole a feromoni rappresenta un valido supporto per la difesa integrata delle piante coltivate, basata sul monitoraggio  degli insetti dannosi presenti in campo e sull'esecuzione di trattamenti mirati; tale tecnica consente di stimare le popolazioni dei fitofagi e di individuare le giuste epoche di intervento per l'esecuzione dei trattamenti insetticidi.

Il monitoraggio si avvale dell'impiego di particolari trappole, munite di supporti collati e attivate con specifiche sostanze, chiamate feromoni; le trappole possono consistere in semplici fogli o in classiche capannine “a 4 venti”, entrambe munite di superficie adesiva rivestita di colla dove l’insetto, una volta atterrato, rimane intrappolato.

Le trappole vengono utilizzate con successo per monitorare importanti fitofagi delle piante coltivate appartenenti alle famiglie dei lepidotteri (es. tignola del pescotignola orientale del pescotignola del susinotignoletta della viterodilegno giallonottua del cotonecarpocapsa del melo), dei Rincoti (es. cocciniglia rosso forte degli agrumicocciniglia cotonosa) e dei Ditteri (es. mosca della fruttamosca delle olivemosca del ciliegio).

feromoni sono delle sostanze volatili, specifiche per ciascuna specie di insetto, che vengono emessi dalle femmine mature allo scopo di attirare i maschi per l'accoppiamento; quelli utilizzati nelle trappole, non sono altro che dei feromoni artificiali chimicamente identici a quelli prodotti in natura che attraggono gli individui maschili sul pannello della trappola, permettendone la cattura.

Attraverso il conteggio del numero di maschi catturati in un determinato periodo di tempo, è possibile stimare e monitorare, in maniera dinamica, la consistenza della popolazione dell'insetto all'interno degli appezzamenti (curve di volo).

Il raggiungimento di un determinato numero di individui catturati, variabile in funzione delle specie e delle colture, individua le soglie d'intervento che definiscono il momento giusto in cui effettuare i trattamenti chimici.

Questo concetto racchiude in sè i principi della lotta integrata ai parassiti che mira a riportare la presenza del parassita entro limiti accettabili, al di sotto della soglia economica di danno; in altri termini, si agisce solo quando vi è l'effettiva necessità d'intervento ovvero nel momento in cui la popolazione del fitofago raggiunge una massa critica tale da poter compromettere la produzione.

Agendo in tale ottica, ovviamente con l'ausilio del giusto supporto tecnico-scientifico, è possibile ridurre il numero di trattamenti insetticidi e aumentare l'efficienza dei programmi di difesa, abbassando i costi per l'agricoltore e riducendo l'impatto dei trattamenti chimici sulla salute umana e sull'ambiente.

L’utilizzo delle trappole, non è limitato al solo monitoraggio, ma possono essere impiegate per la cattura massale degli insetti dannosi.

Tali trappole oltre ad essere munite del feromone specifico per ciascuna specie di insetto da controllare, prevedono la presenza di attrattivi alimentari (es. proteine idrolizzate, ammine, sali ammoniacali). A differenza della tipologia precedente, tali trappole grazie alla presenza delle esche alimentari, consentono la cattura sia dei maschi che delle femmine.

Trappole Attract & kill

Particolare interesse applicativo, rivestono le trappole che sfruttano la tecnologia Attract & kill.

Il dispositivo consta di pannelli o buste in plastica con sistema di aggancio, imbevuto superficialmente di soluzione insetticida (piretoridi) e contenente all’interno sostanze attrattive a rilascio controllato (es. trimetilammina, acetato di ammonio, poliammine).

Altri dispositivi consistono in semplici bottiglie-trappola contenenti la soluzione attrattiva o più comunemente in un involucro concavo in plastica sul quale è disposto l’attrattivo alimentare e di un coperchio trattato con insetticida sulla faccia interna;

In tutti i casi, gli insetti attirati sul pannello o all’interno della trappola dalle sostanze attrattive, entrano in contatto con l’insetticida e muoiono.

Le trappole “Attract & kill” vengono utilizzate con successo nei frutteti, negli agrumeti e negli oliveti per il controllo delle mosche, tra cui la mosca della frutta (Ceratitis capitata), la mosca del ciliegio (Rhagoletis cerasi) e la mosca delle olive (Dacus oleae).

Ovviamente, per assicurare un controllo adeguato dei fitofagi e proteggere la coltura, occorre predisporre un elevato numero di dispositivi, che mediamente variano, a seconda dei casi, dalle 50 alle 100 unità per ettaro.

L'efficacia di queste trappole è subordinata all'estensione delle superfici : il mass trapping infatti è un metodo valido se applicato su larga scala, ad esempio in interi comprensori o in arboreti di grande estensione.

Tali dispositivi sono ammessi in agricoltura biologica e presentano innumerevoli vantaggi legati alla presenza di attrattivi specifici per il fitofago e alla localizzazione dell’insetticida sulla sola superficie del pannello adesivo; tra questi si possono menzionare:

- assenza di residuo;

- assenza di intervallo di sicurezza;

- assenza di classificazione tossicologica;

- bassissimo impatto ambientale;

- innocuità per gli altri organismi;

- acquisto senza patentino;

- possibilità d’impiego in agricoltura biologica e in programmi di difesa integrata.

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